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Qual’è il mio obiettivo?

Cosa voglio dalla mia vita?

Cosa posso fare IO per ottenere ciò che desidero?

Queste sono le tre domande che ognuno di noi dovrebbe farsi per poter ambire alla realizzazione personale. Certo, avere salute e ricchezze è un desiderio di tutti ma ovviamente non è sempre possibile per tutti possedere tali benefici.

Difatti alla domanda “cosa voglio per me?” bisognerebbe rispondere con criterio e in modo concreto. La risposta perfetta sarebbe “voglio quello che posso permettermi o a cui posso ambire“.
Analizzando questo concetto si denota che una razionalizzazione di se stessi porta ad una consapevolezza di ciò che siamo e che possiamo essere.
Volere ciò che ci si può permettere non significa accontentarsi ma bensì accettare il fatto di poter avere dei limiti e possibilità. In quale dei due emisferi stare lo scegliamo noi.

Limitarsi o scegliere?

Partiamo da qui: limitare la propria vita alla realtà presente o scegliere di provare a cambiare alcuni aspetti di questa stessa realtà?…crearsi degli obiettivi…
Spesso una persona con fibromialgia si trova davanti ad una strada a senso unico senza apparente via di uscita. Le viene diagnosticata una sindrome senza cura e senza spiegazione e l’iter curativo è sempre lo stesso: farmaci e suggerimenti astratti per tutta la vita.

Supponiamo per un momento che questa sia davvero la realtà e che quindi non ci sia una cura.

Ci si deve limitare ad accettare passivamente questa condizione e tutto ciò che ne consegue?

No! Si puo SCEGLIERE di migliorare alcuni aspetti per tratte benefici anche se minimi! Se un paziente sapesse che grazie ad alcune piccole strategie potrebbe alleviare il malessere fisico e psichico che la sua malattia gli causa, perchè non dovrebbe tentare di attuarle?

Qui si pone davanti a noi la possibilitá di scegliere che trasforma la strada a senso unico in un bivio di vitale importanza.

Aiutarsi è collaborare con il proprio corpo. Non bisogna ambire alla totale regressione (se ciò avvenisse sarebbe meraviglioso) ma bensì iniziare a voler raggiungere miglioramenti e risultati.
Come per tutte le cose il primo passo è accettare tutto ciò e darsi TEMPO.
Il tempo è l’elemento portante poichè con esso si vedranno i propri successi.
Cosa posso fare per me stesso? Semplice: volermi bene!
Amandoci e prendendoci cura di noi si instaura nella nostra psiche un’atteggiamento positivo.
Cosa c’è di positivo nel sentire dolore h24? Nulla!
Ma se reagiamo a questo dolore con pessimismo e tristezza il dolore non passa anzi, spesso si fa ancora piu acuto.
Se allo stesso dolore reagissimo con una visione critica e lucida sicuramente non passerebbe ma perlomeno il contesto non avrebbe ripercussioni irrimediabili.

I fibromialgici vivono una condizione perenne di malessere e ne risentono anche tutti gli aspetti della loro vita. Piano piano la realtá lavorativa,affettiva e famigliare viene intaccata da questa ombra nera che non li lascia mai.
Loro non si sentono capiti, chi li circonda li vede sempre sofferenti e si crea un distacco tra il fibromialgico e il mondo.
La solitudine interiore che ne consegue porta ad una chiusura personale e l’unico a rimanere con loro è proprio l’onnipresente dolore muscolare.

Che fare?

Nella vita di ciascuno ci sono alti e bassi e in quella di un fibromialgico ci sono giornate con dolori forti e giornate con dolori meno forti.
In quest’ultime bisogna dare il meglio di se! Non pretendere da se stessi risultati imminenti ma paradossalmente pretendere di potersi godere il bello che la vita ci offre.
Giocare con i propri figli, passeggiare con il proprio compagno, riuscire nel proprio lavoro e dedicarsi ad una passione sono diritti di ogni persona. Ascoltando il proprio corpo e adattandoci ad esso possiamo fare tutto quello che ci fa stare bene.
Allenando il nostro fisico si avranno miglioramenti a lungo termine. Allenando la nostra mente alla positivá ci si ritroverá la felicitá tra le mani.
Il fatto di non essere uguali agli altri non significa non poter fare le cose che loro fanno. Accettare di poterle fare anche se in modo diverso è segno di profondità personale ed è proprio quest’ultima che ci farà sentire meglio.