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Che cos’è la Fibromialgia

“Cos’è la Fibromialgia?” è, penso, una delle prime domande che si pone una persona a cui per la prima volta sia stata affibbiata tale diagnosi.

Di norma si è giunti a tale diagnosi dopo miriadi di esami, visite, accertamenti… Piano piano incominciava ad essere nominata questa parola…ancora non sappiamo cosa sia…Infatti, avendo ricevute spesso risposte molto vaghe su cosa sia questa sindrome, la prima cosa che si fa di norma è andare su Internet e cercare qualche informazione a riguardo. Le notizie che si trovano sono purtroppo spesso confuse e limitate a descrizione accademiche degni di un banco di scuola superiore. La verità è che una spiegazione reale di questa sindrome fibromialgica probabilmente non ci è stata mai fornita nemmeno a voce.

In questo articolo daremo una breve definizione dal punto di vista medico della fibromialgia. Ma nello stesso tempo non mi esimerò da esprimere delle mie opinioni a riguardo.

La Fibromialgia, o sindrome Fibromialgica è classificabile come una sindrome aspecifica dolorosa cronica, i cui sintomi principali sono dolore muscolare, stanchezza (astenia), disturbi del sonno, disturbi intestinali, disturbi della memoria e della concentrazione, depressione e diversi altri sintomi. Praticamente, e perdonate il mio essere sarcastico, un insieme di segni e sintomi talmente vasto da poterla definire quasi tutto e nulla. Ed è per questo che risulta essere una delle problematiche più sottovalutate.

Eppure è reale e milioni di persone in tutto il mondo ne sono la prova.

Ad esserne colpite sono sopratutto le donne e la fascia di età è tra i 20 ed i 50 anni. Ciò non vuol dire che non colpisca anche gli uomini o che non possa esordire anche in età giovanissima.

Qual’è il sintomo principale della Fibromialgia?

Ovviamente il dolore! Chiunque ne soffra lo sa. All’inizio localizzato (solo in un determinato distretto corporeo), ma inevitabilmente diventa più esteso. Il dolore può essere migrante (come si spostasse da un posto all’altro); può essere accompagnato o meno da rigidità o difficoltà nei movimenti; potrebbe passare da forte a lieve senza apparente ragione; essere bruciante, lancinante, a fitte, come un morso….ognuno dà una sua interpretazione, ma una cosa è sicura:

hai dolore!

Stimoli normali possono diventare sensazioni estremamente dolorose (allodinia), quindi può capitare di sentirsi dire che si ha dolore semplicemente per aver indossato “un maglione più pesante”. Personalmente mi è anche capitato di aver visto una ragazza rialzarsi dal lettino con fitte dolorosissime sulla schiena solo per aver provato a somministrare una fonte di calore (38° non lo definirei nemmeno caldo) sulla schiena.

Il dolore può essere accentuato in determinate posizioni; può essere avvertito sul petto come una fitta; addirittura potrebbe essere associato a sensazioni di aghi conficcati sugli arti; il paziente può avvertire sensazioni di gonfiore anche non associato a segni visibili…

Il dolore nella fibromialgia può essere favorito da cambi meteorologici, da eventi stressanti, da preoccupazioni ed ansie “normali”.

Il paziente potrebbe raccontarti che sente “fascicolazioni” sui muscoli, irrigidimenti improvvisi, gambe sempre stanche…

Potrei continuare per altri 10 articoli a descrivere le sensazioni che mi riferiscono, ma per quanto possano essere diversi tra di loro c’è sempre lo stesso elemento in tutte le situazioni: il dolore.

Un dolore che è reale!

Un altro sintomo importante quasi sempre presente è la stanchezza cronica (astenia). Personalmente non saprei dire se questa stanchezza possa essere considerato un sintomo indipendente, o un risultato di questa perenne sensazione di dolore (se tu avessi sempre dolore a spalle, braccia, gambe, schiena e chissà dove ancora…saresti pieno di energie nell’affrontare lavoro, casa, figli…vita?).

Prova a chiedere ad una persona affetta da fibromialgia di alzare le braccia sopra la testa. Facile no? Se ci si accontentasse di questo si direbbe che non si vedono particolari difficoltà di movimento o rigidità. Chiedigli di farlo più volte di seguito….

Quali altri sintomi?

I disturbi del sonno sono sintomi frequentissimi, in “medichese” è stato evidenziato per esempio un alterazione della fase 4 non REM del sonno. Spesso chi dorme con queste persone raccontano di un continuo susseguirsi di scatti e guizzi muscolari, anche violenti, durante il sonno. Questo ci fa capire che abbiamo davanti una persona che oggettivamente non sta facendo riposare bene il proprio corpo (ovviamente involontariamente).

Mal di testa, emicranie, difficoltà di concentrazione e memorizzazione sono anche sintomi comuni nel paziente fibromialgico.

Crampi, cefalea, disturbi digestivi, gonfiore, pesantezza toracica, dismenorrea, sindrome dell’intestino irritabile, disturbi temporo-mandibolare, problematiche vescicali, disfunzioni sessuali, depressione, ansia e una miriade di altri sintomi affiancano le sensazioni di dolore e stanchezza cronica.

Probabilmente la lunghezza di questa lista di sintomi deriva da una non precisa spiegazione di cosa sia veramente la Fibromialgia.

Cause

Parliamoci chiaro! Quando cerchiamo di capire da dove inizia la Fibromialgia entriamo in un campo di ipotesi che partono dalla causa genetica ai traumi infantili. La verità?

Non lo sappiamo!

Chiunque ti dica che lo sa con certezza mente! Ad oggi l’unica cosa certa è che questi pazienti presentano tutti i sintomi di una sensibilizzazione centrale. Enzo ma che vuol dire sensibilizzazione centrale? Per ora in questo articolo ci limiteremo a descriverla come un processo “normale” che il nostro corpo può adottare per reagire a situazione di stress. Ciò può provocare una sproporzionata percezione del dolore, anche in assenza di uno stimolo doloroso reale.

Livelli ridotti di dopamina, di norepinefrina e di serotonina nel liquor cerebrospinale sono stati riscontrati nei pazienti affetti da Fibromialgia.

La Dopamina è un neurotrasmettitore cerebrale il cui disequilibrio può causare problematiche al sistema nervoso. La dopamina facilita la conduzione nervosa ed è coinvolta nella modulazione del dolore. Alcuni studi hanno notato una correlazione tra fibromialgia e sistema dopaminergico con ripercussioni nell’ambito della percezione del dolore, il quale verrebbe aumentato in seguito alla riduzione della concentrazione di Dopamina.

La Serotonina, oltre che nella percezione del dolore, ricopre un ruolo fonamentale  anche nella modulazione dell’umore e del sonno; inoltre è coinvolta nella regolazione del rilascio di sostanza P (coinvolta nei processi chimici che influenzano la percezione del dolore).

La Noradrenalina è un ormone capace di determinare risposte adeguate alle situazioni di stress sia fisico sia psichico. Una sua riduzione rende la persona affetta da fibromialgia, meno capace di far fronte ad eventi traumatici di origine fisica o psicologica.

Sono stati riscontrati in molti pazienti anche alterazioni a livello ormonale, e riduzione di amminoacidi, come la velina, a livello muscolare.

Parlando della sua origine, si sta indagando anche l’aspetto genetico, proprio per il fatto che nei pazienti ricorrono in maniera pressoché sistematica le stesse alterazioni. Il che potrebbe far pensare ad una predisposizione ereditaria che si scatenerebbe in seguito ad un evento fisico o psichico stressante.

Tutto quello detto fino ad adesso è solo un riscontro di reperti che sono stati osservati in questi pazienti, ma purtroppo non ci dicono in realtà molto sull’effettiva causa. Gli stessi reperti sono infatti presenti spesso anche in molte altre condizioni, non per forza reumatologiche (anche nella stessa depressione).

Come facciamo Diagnosi di Fibromialgia

Quasi tutti i pazienti giungono ad una diagnosi di Fibromialgia dopo una serie interminabili di altre visite. L’errore non è però medico. Semplicemente la diagnosi di Fibromialgia è difficile da fare e, sopratutto, è una diagnosi di esclusione.

LA diagnosi di Fibromialgia è di competenza reumatologica, il quale provvederà a stilare un quadro completo della situazione in prima seduta.

Anamnesi, sintomi avvertiti dal paziente, segni visibili o riscontrabili attraverso esami strumentali o di laboratorio, esame fisico completo, valutazione dei Tender Points….questi sono i primi step da seguire per fare diagnosi.

La presenza di dolore diffuso per almeno tre mesi ed in più punti del corpo, la dolorabilità di almeno 11 dei famosi 18 Tender Points, l’ascolto delle sensazioni percepite di dolore riferite dal paziente e l’impossibilità di stabilire con certezza l’origine ed il comportamento nel tempo di questo dolore, sono tutte caratteristiche che devono essere annotate per fare diagnosi di fibromialgia.

Una volta escluse altre possibili malattie reumatologiche e patologie sistemiche, una volta riscontrata la non possibilità di classificare la condizione in un quadro medico riconosciuto, valutato l’esito negativo  di tutte le indagini ematologiche e strumentali (lastre, risonanze, ecc..)…

quando sembra che non hai nulla allora ti viene detto che hai la Fibromialgia

Nella storia passata del paziente ci può essere un evento stressante, fisico o psichico, che può aver innescato la patologia. Questo potrebbe far dedurre che ci possa essere una condizione di fondo latente (forse genetica) scatenata da un evento particolare che abbia avuto un forte impatto psico-fisico sul paziente.

Gli esami strumentali ed ematologici sono in genere normali, direi paradossalmente se confrontato allo stato di malessere avvertito dai pazienti.

Come si cura la Fibromialgia?

Analgesici, antinfiammatori nella fase acuta, cortisone, antidepressivi ed ansiolitici, miorilassanti…sono tutti approcci farmacologici utilizzati nella Fibromialgia. L’evidenza scientifica non ci dà risposte certe sulla loro efficacia nel lungo termine.

Nel trattamento del dolore cronico e della Fibromialgia, la Food and Drug Administration (FDA) americana ritiene opportuno la prescrizione di tre classi di Farmaci: Pregabalin (un anticonvulsivante), la Duloxetina (antidepressivi) e il Milnacipran.

Principalmente in Italia la cura per il dolore cronico indotto da Fibromialgia prevede l’utilizzo di varie classi di antidepressivi triciclici (amitriptilina e trazione in primis), isolati, ma a volte in associazione a benzodiazepine. Le dosi ovviamente non sono le stesse usate in psichiatria, bensì più basse, in modo da avere risultati positivi solo sulla modulazione dei sintomi, riducendo in parte i disturbi del sonno, il dolore e le alterazioni dell’umore.Va ricordato inoltre che la serotonina, menzionata già precedentemente tra le cause, è implicata anche nella causa della depressione. Per questo i farmaci che agiscono sulla serotonina vengono classificati come antidepressivi, i quali vengono usati per la Fibromialgia, come la fluoxetina.

Nel caso sia la rigidità il sintomo principale oltre il dolore, possono essere utilizzati farmaci miorilassanti centrali, che diminuiscono il tono muscolare e, di conseguenza, alterano positivamente la percezione del dolore da parte del paziente.

Analgesici, antidolorifici più forti, FANS (antinfiammatori), sono spesso usati per indurre una diminuzione del dolore, ma spesso gli effetti sono molto vaghi e leggeri. Ibuprofene  e paracetamolo sono i più utilizzati.

In pazienti fibromialgici possono essere suggeriti anche farmaci progettati per l’epilessia come il gabapentin. Quest’ultimo viene utilizzato per il trattamento del dolore neurologico centrale e periferico, e per i disturbi del sonno e l’astenia (mancanza di forza).

Un alimentazione di tipo chetogenico è stato riscontrato che ha effetti positivi su problematiche di tipo neurologico o da infiammazione cronica. Un approccio di questo tipo può essere provato per ottenere effetti positivi sulla Fibromialgia. Anche approcci sullo stile di vita come la pratica di esercizi di rilassamento, meditazione, Yoga, ginnastica leggera, ecc.. sono di grande aiuto nella gestione della problematica sia dal punto di vista fisico che mentale.