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Eccoci nel terzo appuntamento con l’introduzione al Training Autogeno. Nella prima parte abbiamo analizzato le fondamenta del Training autogeno, nella seconda parte abbiamo parlato delle posizioni in cui esercitarsi. Ora parliamo di quello che per me è l’esercizio fondamentale del Training Autogeno per la fibromialgia: l’esercizio del Respiro.

Schultz, l’ideatore del metodo, non lo inseriva come primo, ma gli esperti che si sono avvicinati ed hanno approfondito la tecnica dopo di lui, sono arrivati tutti alla stessa conclusione: la respirazione, da sola, basta per ottenere uno stato di profondo rilassamento. Non a caso la meditazione, lo Yoga, ecc.. sono tutte pratiche che hanno come comune denominatore, una respirazione “guida” nella loro pratica.

La Respirazione non va controllata!

Ma il primo passo per far proprio questo approccio è la constatazione che il respiro è un processo automatico al di fuori della nostra volontà. Certo, se vogliamo possiamo trattenere il respiro, possiamo accelerarlo, ma entro certi limiti: respirare è un processo naturale al di fuori del nostro totale controllo.

Perché specificare questa cosa? Al contrario di altre pratiche che si basano su un “controllo del ritmo respiratorio”, nel Training Autogeno ciò non avviene, perché il respiro va lasciato compiersi liberamente percependolo solo come movimento automatico di aumento e diminuzione della dimensione della gabbia toracica.

Il respiro è un flusso autonomo di importanza capitale in tutte le tecniche di rilassamento, ma nel training autogeno deve essere lasciato libero di esprimersi in maniera naturale.

Come avviene il Respiro nel Training Autogeno?

Quando siamo svegli la fase espiratoria (l’aria esce dai polmoni) risulta essere più lunga della fase inspiratoria (l’aria entra nei polmoni). Quando siamo a riposo la durata è pressappoco uguale. Mentre si dorme i rapporti si invertono: impieghiamo più tempo a prendere aria che a buttarla fuori.

L’obiettivo dell’esercizio del Respiro è di raggiungere il ritmo respiratorio che si assume quando si dorme!

Ciò non vuol dire che dobbiamo imporcelo volontariamente, perché come premesso nell’articolo introduttivo al Training Autogeno, la pratica degli esercizi non deve essere forzata, ma deve avvenire tutto naturalmente. Sarà l’esercizio e l’esecuzione quotidiana a migliorare la performance.

Questo perché un respiro controllato non può essere mantenuto a lungo senza provocare, per quanto leggere, delle tensioni che in chi soffre di fibromialgia devono essere totalmente evitate.

La frase guida che dirigerà tutto la pratica dell’esercizio è

Il mio Respiro è calmo e regolare;

il mio corpo è completamente rilassato

Va pronunciata mentalmente e lentamente durante la pratica quotidiana per circa 5 minuti cercando di sgomberare la mente da pensieri distraenti. Ovviamente la pratica di tutto il training autogeno e con tutti gli esercizi, di norma si aggira intorno alla mezz’ora. Ma prima di arrivare a tale durata vi consiglio di esercitarvi solo su questa formula per 5 minuti.

Ricordiamoci che da sola la respirazione aiuta ad ottenere un ottimo rilassamento (vedi meditazione). La pratica di questo esercizio risulta essere di importanza capitale nella persona fibromialgica.