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Il Training Autogeno: perché parlarne?

Se chiedessi ad una persona a cui è stata diagnosticata la Fibromialgia qual’è la fonte principale dei suoi dolori la risposta è una sola: i muscoli. Tesi, rigidi, doloranti…

Se alla stessa persona chiedessi cos’è il Training Autogeno, probabilmente mi guarderebbe con la faccia perplessa.

Siamo abituati a farci prescrivere farmaci, a prendere antinfiammatori, antidolorifici, questo o quell’altro antidepressivo od ansiolitico. Continuiamo a cercare rimedi esterni e prescritti per far rilassare i nostri muscoli. Accettiamo passivamente che questi debbano essere sempre così rigidi e pieni di dolori.

Spesso parlando con i pazienti gli chiedo se siano interessati a pratiche come la meditazione, il Training Autogeno, lo Yoga e puntualmente mi guardano con la stessa faccia perplessa di prima.

Perché?

Perché fa così strano pensare che esistano pratiche del tutto naturali, di facile esecuzione, senza effetti collaterali per rilassare i nostri muscoli? Perché è di questo che parliamo…rilassare i muscoli. E perché non anche la nostra mente…i nostri pensieri…le nostre preoccupazioni. Se imparassimo a vedere pratiche come il Training Autogeno sotto quest’ottica forse potremmo interessarci di più all’argomento.

Parliamo di training autogeno…

Utilizzando i concetti espressi da G. Eberlein, il training autogeno è come un oasi di pace in cui ognuno può rifugiarsi  durante la propria giornata; un’oasi in cui recuperare le proprie energie, allontanare tutti gli stati di ansia e di preoccupazione; concentrarsi solo su se stessi in uno stato di completo rilassamento fisico e mentale.

Nessuno è obbligato ad eseguire esercizi di training autogeno, ma tutti possono praticarlo solo se gli si aggiudica credibilità e ci si dedica con costanza ed impegno. Le difficoltà iniziali nella pratica si superano facilmente con l’allenamento e la motivazione.

Prima di poter praticare training autogeno bisogna essere volontariamente disposti al rilassamento!

La difficoltà principale nei pazienti affetti da fibromialgia è l’incapacità di “voler” lasciare andare via le tensioni che, paradossalmente, gli forniscono un certo equilibrio (sarcasticamente si potrebbe dire che “ci si è abituati” ad avere muscoli rigidi).

Per fare una prova potete sdraiarvi su un materasso e pensare in maniera razionale se il vostro è un reale desiderio di rilassarvi o è un imposizione mentale che state dando al vostro corpo, magari dopo la lettura di questo articolo. Nel secondo caso sarà molto più difficile ottenere lo stato desiderato. Se invece siete completamente desiderosi di ottenere quel profondo benessere  derivato da un intenso rilassamento muscolare allora questo training è per voi.

Se siete inquieti e preoccupati, o addirittura indifferenti a questo esercizio, rimandate tranquillamente ad un secondo momento o, fatevi guidare da un professionista.

Ricordatevi che però la maggior parte delle persone che hanno la fibromialgia hanno un’immensa difficoltà nel lasciar andare tutte le tensioni sia muscolari, che mentali. Diventa quindi fondamentale la pratica costante. Dire “non ce la faccio a rilassarmi” è un autodifesa…una paura facilmente evitabile con l’addestramento.

La Guida

Come per l’ipnosi anche il Training Autogeno prevede inizialmente la recitazione di determinate formule verbali che la persona deve ripetere a se stesso durante tutto l’esercizio. Per esempio: il mio corpo è pesante, sempre più pesante…. Ciò può essere verbalizzato a voce da soli, a mente o da un professionista esterno, a seconda dei casi e delle necessità. Ma non bisogna mai ripetere le formule in modo meccanico od ossessivo.

Ricordiamoci che la voce è solo una guida! Il nostro corpo si rilassa e diventa più pesante perché dirigiamo lì la nostra concentrazione e il nostro stato di quiete.

Ora dopo tutte queste chiacchiere introduttive andiamo a vedere in questo articolo un esempio di pratica facile facile di training autogeno: La tua prima pratica di Training Autogeno. Clicca il pulsante per andare all’articolo:

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Per chi volesse ulteriormente approfondire prima di passare alla prossima parte tramite il pulsante sovrastante consiglio questo libro di Eberlein: