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Come la Meditazione riduce il dolore nella Fibromialgia

Analizzando decine di studi sulla meditazione applicata come forma di trattamento per il dolore cronico, i ricercatori sono giunti alla conclusione che questo mezzo può essere applicato in tutta sicurezza come metodo complementare alla gestione del dolore indotto dalla Fibromialgia.

Va specificato però che nessuna ricerca ha riscontrato (ovviamente) che la meditazione produca miglioramenti clinici nel dolore cronico rimuovendo la causa biologica che sta alla base della fibromialgia. Quest’ultima cosa, anche se può sembrare ovvia dato che non conosciamo l’origine della fibromialgia e del dolore che ne deriva, va sottolineata. Deve essere specificato ai profani della meditazione ed alla classe medica perché, da un lato si assiste alla riduzione del dolore, dall’altro non viene modificato nessun parametro biologico.

Il sollievo riguarda solo il modo in cui le persone si relazionano al loro dolore. Il caso tipico è quello legato alla fibromialgia, una problematica che rappresenta un enigma medico: non c’è infatti nessuna spiegazione biologica nota per il dolore cronico, l’affaticamento, l’indolenzimento e l’insonnia che caratterizzano questo disturbo. Ciò è stato dimostrato essere più efficace utilizzando nello specifico la Mindfulness, una particolare pratica meditativa di cui abbiamo già parlato.

La meditazione ha il beneficio di portare significativi miglioramenti sul piano dei sintomi psicologici (per esempio nel livello di stress) e riduce di molto i sintomi soggettivi. Questo era direttamente correlato al grado di preparazione nella meditazione.

Ricordiamoci ulteriormente, onde evitare facili conclusioni, che la meditazione aiuta le persone a relazionarsi meglio al loro dolore.

Se vedessimo la meditazione sotto la lente della medicina basata sui sintomi e sulla biologia, i medici vogliono vedere dei dati oggettivi che dimostrino miglioramenti sul piano fisico.

Le persone affette da Fibromialgia vogliono solo stare meglio. La meditazione sotto il loro punto di vista è di enorme aiuto per ottenere un certo grado di sollievo, anche se dal punto di vista medico non hanno rimosso la causa del dolore.

Un problema pratico della meditazione

Anche se le persone affette da fibromialgia possono trovare un sollievo importante nella sintomatologia indotta dalla fibromialgia, la durata di tale pratica è spesso troppo breve per giungere a risultati importanti.

Le persone fanno pratica di meditazione per troppo poco tempo.

Ma la meditazione ha bisogno di tempo per essere praticata correttamente.

Come accennavo nello spiegare cos’è il training autogeno, noi non siamo più in grado di rilassarci, ed inconsciamente a volte fuggiamo da queste sensazioni perché siamo troppo abituati a stare sempre a 1.000 nella vita di tutti i giorni. Ci ritroviamo inconsciamente a “non volerci rilassare”. Inoltre la meditazione, la mindfulness in particolare, e come del resto il training autogeno, hanno bisogno di molta pratica per essere assimiliate in maniera corretta.

La costanza nella pratica è la chiave per assaporarne poi i benefici.

La chiave per affrontare la fibromialgia in maniera nettamente più efficace tramite la meditazione, una vita in cui si riesce ad affrontare meglio il dolore dal punto di vista sia fisico che emotivo, è il frutto di giorni di pratica. Giorni che diventano settimane, mesi…

Se si riuscisse a far diventare una routine giornaliera tale pratica, i benefici sarebbero garantiti.

A proposito! Se vuoi iniziare a fare meditazione ti consiglio l’acquisto di questo cuscino, ideale per la tua pratica: