linee guida emular su fibromialgia

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Linee Guida EULAR sulla Fibromialgia

La Lega europea contro le malattie reumatiche (EULAR) ha recentemente pubblicato delle linee guida contenenti dei suggerimenti e delle raccomandazioni fondamentali, ma sopratutto aggiornate, sulla gestione terapeutica della Fibromialgia. Le conclusioni a cui sono giunti derivano dalla valutazione di più di 100 revisioni sistematiche (uno dei massimi mezzi per verificare la correttezza terapeutica degli interventi medici) e metanalisi, sotto la supervisione di 18 esperti internazionali. In primis le linee guida scaturite da questa analisi raccomandano, come prima cosa, di:

dare la massima priorità agli interventi non farmacologici rispetto alla somministrazione dei farmaci. 

Fonte EULAR

Tra gli interventi non farmacologici per il trattamento della fibromialgia, l’EULAR ne ha suggeriti prevalentemente questi:

Training Muscolare

Quando dico che l’attività fisica è il primo mezzo per contrastare il dolore cronico intendo dire che è letteralmente il più efficace. Gli esperti dell’EULAR concordano tra di loro nel suggerire alle persone che soffrono di fibromialgia un allenamento contro resistenze, il classico “fare pesi”, per intenderci. Negli studi presi in esame, nella metodologia di allenamento venivano utilizzati pesi sia liberi che con macchinari, oltre che l’utilizzo di elastici. Questo tipo di training comportava nell’arco di qualche mese una riduzione di circa 2 punti nella scala del dolore che andava da 0 a 10. L’allenamento effettuato deve preferibilmente rimanere in una fascia aerobica.

Aver messo al primo posto l’allenamento muscolare ci fa capire come realmente il movimento sia il primo farmaco che dobbiamo assumere in caso si soffra di Fibromialgia e dolore cronico.

Terapia Cognitivo Comportamentale

Lo scopo della terapia comportamentale cognitiva comportamentale è quello di lavorare sui modelli mentali percettivi e di reazione che la persona affetta da fibromialgia utilizza e porta avanti per combattere il proprio dolore.

Presa da sola, ovviamente, la terapia comportamentale cognitiva non può risolvere la situazione, né raggiungere grandi risultati. Tuttavia, in unione agli altri approcci, permette di ottenere enormi risultati, in termini di gestione del dolore.

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Terapia in acqua

Gli esercizi in acqua (idrochinesiterapia) sono caldamente consigliati nella gestione della fibromialgia. L’ambiente acquatico, con la sua “forza di gravità diminuita” e l’ambiente opportunamente riscaldato, ha un ottimo effetto in termini di riduzione del dolore e delle tensioni muscolari.

Agopuntura

L’agopuntura viene consigliata come terapia supplementare a quelle già in corso. Essa consentirebbe una riduzione del dolore del 30% in alcune persone predisposte. Ovviamente, non essendo valicata al 100% come metodica, si lascia alla persona se provarla o meno e valutarne gli effetti, che, se presenti, non tarderanno ad arrivare. L’unico problema di tale approccio è il costo e la non possibilità di auto-somministrarselo.  

Altri metodi

Vengono consigliati anche gli esercizi di rilassamento e le metodiche di allenamento derivate dalla medicina tradizionale cinese ed indiana, come il Tai Chi, la meditazione e lo Yoga. Queste metodiche hanno l’ulteriore vantaggio di comportare pochi rischi e di non essere particolarmente costosi.

La terapia farmacologica

Ad oggi non è presente nessun farmaco specifico contro la fibromialgia. Gli antidolorifici hanno una scarsa efficacia e solo per una parte di chi ne fa uso. I sonniferi ed i calmanti sono sconsigliati per via della risposta di assuefazione che troppo spesso accompagna il loro utilizzo. Gli antidepressivi hanno un effetto positivo solo in una percentuale ridotta dei pazienti, nei quali migliorano l’umore, la qualità del sonno ed il rilassamento muscolare.

L’EULAR non ha fornito un approvazione ufficiale a nessuno dei farmaci attualmente utilizzati contro la fibromialgia. Solo alcuni di essi raggiungono una valutazione parzialmente positiva. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) ed i cortisonici vengono addirittura sconsigliati.

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EULAR

L’amitriptilina, farmaco utilizzato nel trattamento della depressione, in una certa percentuale dei casi sembra ridurre il dolore fino ad un circa 30%, ma ha una moderata, se non nulla efficacia, nel migliorare la qualità del sonno e l’affaticamento cronico. Purtroppo, come altri farmaci di questa classe, ha una serie di effetti collaterali non ignorabili, quali disturbi della vista, aumento ponderale, mal di testa vertigini, tremori, secchezza della bocca, nausea, ecc…

Per quanto attiene gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina, gli esperti danno un’approvazione solamente parziale alla duloxetina e al milnacipran.  

La Duloxetina sembra permettere una riduzione della sintomatologia solo in un 5% circa dei pazienti (un pò pochino per giustificarne l’uso direi) e questo miglioramento corrisponde a meno del 15% di media. Invece non risulta assolutamente povero di effetti collaterali che risultano abbastanza frequenti, quali: mal di testa, nausea, secchezza della bocca, sonnolenza, vertigini, tremori, diarrea, ecc..

Il Milnacipran sembra possedere un discreto effetto antidolorifico. Tra gli effetti collaterali sono inclusi: ansia, irrequietezza, depressione, disturbi dell’appetito, tremori, emicrania, tachicardia, ipertensione, disturbi sessuali, ecc..

Il tramadolo è uno dei pochi antidolorifici che viene spesso prescritto ai malati fibromialgici affetti anche da artrosi. Il suo effetto sembra essere positivo nel diminuire la sintomatologia di circa il 10%. Tra gli effetti più importanti, c’è da ricordare l’alta probabilità di creare dipendenza.