mal di schiena cronico

La Condivisione dei Contenuti è importante per me!

Gli errori su come curare un Mal di Schiena Cronico

Il Mal di Schiena, o lombalgia, è una problematica muscolo-scheletrica molto comune, che interessa quasi tutti noi almeno una volta nella vita, con un costo sociale ed economico enorme. Quello che faremo in questo articolo è parlare del mal di schiena cronico e delle false convinzioni che accompagnano la sua gestione.

Perché è importante sapere come gestire il mal di schiena?

Il mal di schiena, come già accennato, è una problematica diffusa in maniera capillare in tutta la società occidentale, complice il sempre crescente livello di sedentarietà e mancanza di attività motoria. Nonostante i molteplici passi avanti fatti nella ricerca dei migliori metodi di gestione della lombalgia, non sempre a questi approcci viene data la giusta importanza nella popolazione, complice una classe medica ancora ancorata a vecchi “retaggi decisionali”, ormai superati.

Dai, parliamoci chiaro!!! Ad oggi l’approccio più valicato ed utilizzato per la cura del mal di schiena è:

“Hai dolore?” SI

“Fatti 5 giorni di iniezioni mi Muscoril e Voltaren (o loro equivalenti) e stai a letto a riposarti”

“Non passa?” NO

“Prenditi questi altri farmaci (magari cortisone, perché no) e fatti una risonanza”

La Risonanza ci dirà che hai un ernia. Come è scontato che sia. Fai Fisioterapia e non sollevare più pesi.

A questo punto il paziente spesso si rivolge da un Fisioterapista che effettuerà la stragrande maggioranza delle volte solo trattamenti passivi e suggerirà a sua volta di “andarci piano”.

Ma ormai sappiamo già da parecchio tempo che i tentativi di diagnosticare una causa per il mal di schiena è praticamente impossibile, come allo stesso tempo risulta fallimentare il tentativo di gestirla seguendo il vecchio modello biomeccanico. Le attuali conoscenze nel campo delle Neuroscienze ci stanno sbattendo in faccia già da parecchio tempo una definizione del dolore, sopratutto quello cronico, ben diverse. Si sta passando dal vedere un dolore solo come lesione-dipendente, ad un dolore come risultante di un complesso insieme di interazioni di sensazioni fisiche, emozioni e pensieri. Lo stesso OMS definisce il dolore come un’esperienza sensitiva ed emotiva spiacevole, associata ad un effettivo o potenziale danno tissutale o comunque descritta come tale.

Senza dilungarci in spiegazioni accademiche, vorrei sottolineare come per la prima volta in medicina è stato dato un valore importante alla componente emozionale, oltre a quella sensitiva. 

Il Dolore non viene più visto solo come un fenomeno sensitivo (la Nocicezione), bensì un fenomeno alla cui base c’è anche una componente Affettivo-emozionale (che caratteristiche ha? Fastidioso, spiacevole, penoso, sopportabile, ecc..), sia una componente Cognitivo-comportamentale (come reagisci al tuo dolore?).

Non tener conto anche degli altri due aspetti nella gestione del dolore sarebbe da sconsiderati…

dolore schiena alle ossa

“Il dolore viene interpretato non solo come risposta ad uno stimolo doloroso, ma a sua volta come pericolo ed il nostro corpo entra in allarme amplificando la tensione muscolare e peggiorando condizioni dolorose già presenti. Così accade nel dolore cronico, dove il sistema di allarme è compromesso tanto da segnalare pericolo anche in caso di piccole sensazioni dolorose o neutre: un processo noto come anticipazione del dolore, in cui la paura del dolore e del (re)infortunio portano ad uno stato di iper-vigilanza e attenzione selettiva che amplificano la percezione del dolore” (Ploghaus, A. et al. 1999)

Esistono prove convincenti che le credenze e gli atteggiamenti delle persone affetti da mal di schiena cronico possono influenzare in positivo o negativo la prognosi della lombalgia stessa. Addirittura il modo a cui pensiamo al nostro dolore potrebbe essere ancor più decisivo in termini di durata del dolore, rispetto all’intensità del dolore stesso.

Il modo a cui pensi al tuo dolore, potrà amplificarlo o diminuirlo.

Enzo Basile

Per fortuna, lavorare sulle nostre convinzioni riguardo al nostro dolore cronico, anche, se necessario, con l’aiuto della terapia cognitivo-comportamentale, può influire positivamente nel ridurre il dolore stesso.

Quali sono i pensieri sbagliati più comuni sul Mal di Schiena Cronico?


Se hai Mal di Schiena adesso, ce l’avrai per sempre!

Appena dico che questa cosa non è vera, subito parte la massa di coloro che hanno dolore cronico che mi dicono che è vero. Per quanto un episodio di mal di schiena sia doloroso inizialmente, la maggioranza delle volte, il dolore si attenua abbastanza rapidamente nel giro di poche settimane, se non giorni, con continui miglioramenti nel periodo successivo. E queste tempistiche vengono analizzate in assenza di cure farmacologiche o fisioterapiche. Per farla breve:

Anche se non fai nulla il Mal di Schiena generalmente passa da solo

Enzo Basile

Ma ad una condizione: non farci influenzare negativamente da questo episodio. La maggior parte delle persone che soffrono di dolori alla schiena non subiscono alcun cambiamento importante e duraturo nella qualità della vita, sebbene occasionalmente piccoli periodi di malessere posteriore possano comparire. Solo un numero molto esiguo di persone sviluppano un dolore cronico. Ed uno dei fattori più determinanti per indurre un mal di schiena cronico a diventare cronico non è la presenza o meno di un ernia, ma i nostri pensieri e condizionamenti, come la paura e l’ansia legati al movimento. Non sono io a dirlo. La ricerca scientifica ce lo sta ribadendo da decenni. Di questa stessa cosa ne parlo anche quando accennavo al come la meditazione possa aiutare a ridurre un dolore cronico.

Per concludere: Se hai un “colpo della strega”, ricordati che non per forza quel dolore diventerà cronico.


Se hai mal di schiena, stai a letto

Ovviamente se ti sei appena bloccato con la schiena, è normale evitare determinate attività che possano aggravare il tuo dolore (anche se fosse nemmeno ce la faresti a farle). Ma ciò non vuol dire che tu di debba mummificare a letto per paura di muoverti. Paradossalmente stare a letto in attesa di stare meglio, è dimostrato essere efficace soltanto nel ridurre la probabilità di riprenderti prima e nel percepire più dolore.

dolore a letto

” Stare sempre a letto aggraverà il tuo dolore, quindi cerca di muoverti il più possibile”

Si. Esattamente così. In effetti, sembra che più a lungo rimani a letto a causa del mal di schiena, peggio diventa il tuo dolore. Chi si riattiva prima, tende a recuperare prima. Se invece cerchi di muoverti nonostante il dolore, riuscirai gradualmente a riprendere le tue attività anche più rapidamente e con meno dolore.

Per farla breve: Muoviti, anche se hai dolore. Pensandoci bene, è esattamente quello che dico anche per la fibromialgia, quando vi dico di fare movimento ed allenarvi per ridurre il vostro dolore.


Più Dolore hai, più il problema è grave

Anche se può sembrare strano, ma più dolore non significa sempre più danno. Le persone con problemi alla schiena simili possono avvertire livelli molto diversi di dolore.

Il grado di dolore percepito può variare in base a una serie di fattori, tra cui la situazione in cui si verifica il dolore, precedenti esperienze di dolore, umore, paure, livelli di stress e strategie di coping (modalità in cui affronti il problema). In definitiva, due individui con la stessa lesione possono avvertire quantità diverse di dolore.

Inoltre, il cervello ha la capacità di “inibire” o abbassare il volume e l’intensità del dolore. L’esempio più lampante è la fibromialgia. Per prima cosa è importante ricordare che il dolore è interpretato ed elaborato nel cervello. Il cervello svolge un ruolo importante nel regolare se, e quanto, una determinata sensazione, come il dolore, una persona sente in un dato momento. Se hai un dolore alla schiena cronico potrebbe essere che il tuo sistema nervoso coinvolto nell’invio e nell’elaborazione del dolore sia relativamente più ‘attivo’ rispetto ad altre persone. Questo può significare che senti più dolore quando ti muovi o provi a fare qualcosa, anche se non stai provocando nessun danno alla tua colonna vertebrale; anzi, ad onor del vero, anche se non hai problemi di nessun tipo alla colonna. Per fortuna, una serie di strategie individuali, incluso un ritorno graduale alle attività ed all’esercizio fisico, possono essere utilizzate per ridurre il dolore sperimentato.

Un’altra causa che può portare le persone a percepire più dolore sono i nostri pensieri: la differenza tra dolore primario e secondario che accenno nel mio articolo sulla Mindfulness.

In breve: Più dolore non significa più danno.


Se hai dolore alla schiena, significa che la tua schiena ha qualcosa che non va

Se ti hanno detto che hai un bacino fuori posto, una gamba più lunga, una scoliosi moderata, un male-allineamento o qualsiasi cosa ti venga in mente ricollegato ad una asimmetria del tuo corpo o a qualcosa fuori posto ricordati: sono tutte c.zz..e! Il modello biomeccanico che ci diceva che la causa dei nostri mali alla schiena era dovuta a chissà quali anomalie posturali è ormai obsoleto.

Non ci sono evidenze scientifiche di nessun tipo che ricollegano la stragrande maggioranza delle asimmetrie posturali al mal di schiena. Ma lo so, dire che sei storto rende di più a livello economico. Vuoi mettere rialzi, busti, cure inutili, ecc…? 😉 Difatti, nella maggioranza dei casi, un’analisi dettagliata alla Risonanza magnetica o Rx, affiancata da un esame obiettivo effettuato con criterio, non ci fornisce alcuna prova su un’eventuale correlazione tra “ossa o articolazioni fuori posto” e mal di schiena. Ed anche le cure che ti propongono non ti “aggiustano nulla!”

Non crederai mica che quando ti manipolano la schiena ti stanno rimettendo qualcosa al suo posto?

Non crederai anche che se ti muovi male o ti giri troppo velocemente i tuoi dischi intervertebrali schizzino via sotto forma di ernia? A proposito, lo sai che anche chi ha 17 dischi intervertebrali interessati da ernie e protusioni potrebbe non avere dolori alla schiena? Ah…eppure ti avevano detto che dovevi effettuare cure a vita e che dovevi stare attento a come ti muovi finché muori vero? 🙂

Eppure quando ti manipolano effettivamente il dolore sembra diminuire. In questo caso in realtà non abbiamo rimesso a posto nulla, ma abbiamo semplicemente ridotto “l’iper-reattività del Sistema Nervoso Centrale” (non me ne vogliano gli esperti in materia, ma questo è un blog destinato al grande pubblico, quindi ho appositamente utilizzato un linguaggio più comprensibile).

Aspetta, aspetta!!!! “Ma se non c’è nulla da rimettere a posto, significa che farmi manipolare periodicamente non serve a nulla?”……..

occhiolino simpatico

“Diffidate da chi vi dice che manipolandovi vi sta rimettendo a posto la schiena!”


Hai mal di schiena? Fatti una Risonanza

Ma lo sai che la stragrande maggioranza delle persone che hanno mal di schiena hanno almeno un ernia o una protusione? Ma lo sai che la stessa cosa vale anche per chi non ha mal di schiena?

Chi non ha mal di schiena ha le stesse probabilità di avere ernie e prolusioni di chi ha mal di schiena

Tutti i professionisti sanitari intelligenti

Ma lo sai che se una stessa Risonanza viene esaminata da 10 radiologi diversi, probabilmente ci saranno 7 diagnosi diverse? Ma la colpa non è dei radiologi, ma dei limiti dell’indagine stessa che dovrebbe essere limitata a quelle persone alle quali un approfondimento diagnostico serve effettivamente per escludere altre patologie.

Di solito, un semplice esame obiettivo da parte del medico basterà ad escludere patologie importanti ed evitare inutili indagini strumentali, che risultano inutili anche se hai un dolore acuto importante.

La maggior parte della persone con un dolore cronico alla schiena non presenta inoltre alterazioni anatomiche importanti di alcun tipo.

Quello che ti sto tentando di dire è che se fai una Risonanza o una lastra, con il mal di schiena in corso, è scontato che tu trovi qualcosa che non va. Ma quel qualcosa che non va ce l’avevi anche prima quando non avevi dolore. E la stessa cosa ce l’hanno tante altre persone senza dolore. Praticamente se fai un indagine strumentale qualcosa trovi sempre. Quindi è importante per gli operatori sanitari far capire bene alle persone queste cose.

Quindi: la Risonanza e le Lastre non servano quasi mai in caso di mal di schiena, perché farle?


Hai un mal di schiena cronico? Devi operarti!

Solo una piccola percentuale di persone con mal di schiena cronico richiede un intervento chirurgico. Ancora una volta, un semplice esame clinico è solitamente sufficiente per identificare quelle persone con mal di schiena che dovrebbero essere indirizzate a un chirurgo. La maggior parte delle persone con lombalgia può gestire il loro problema rimanendo attivi, sviluppando una migliore comprensione di ciò che significa avere dolore e identificando i fattori che sono coinvolti nel dolore stesso. Questo dovrebbe aiutarli a continuare le loro solite attività quotidiane, senza dover ricorrere alla chirurgia.

La chirurgia non viene generalmente considerata fino a quando misure conservative come la fisioterapia e l’esercizio fisico non sono risultate efficaci, poiché si tratta di un trattamento a rischio più elevato. In media, i risultati per la chirurgia spinale non sono migliori di quelli con interventi conservativi, come esercizio fisico, fisioterapia o farmaci. La chirurgia per la LBP dovrebbe essere riservata a coloro che è più probabile che ne trarranno beneficio, almeno nel breve termine. Un numero significativo di persone con mal di schiena cronico non beneficiano della chirurgia.

Non penserai mica che al primo mal di schiena devi operarti?


Prenditi l’ibuprofene o la tachipirina se hai mal di schiena

Si lo so! Lo hai sempre utilizzato quando hai mal di schiena. E se ti dicessi che nella quasi totalità dei casi non serve? Ormai la Ricerca scientifica non sa più come dircelo! Prendere l’ibuprofene o altri medicinali equiparabili, non serve a farci diminuire il dolore e che non ci sono differenze statisticamente significative tra quello ed un placebo. Ma si sa… la pastichetta ci sta sempre bene!


Altri Miti su come gestire il mal di schiena cronico ne abbiamo?

Ma si, chi più ne ha più ne metta.

Manipolazioni, trazioni, agopuntura, antidepressivi, antinfiammatori, plantari, busti, denervazioni, iniezioni…

VENDESI, CARI AMICI, ULTIMI PREZZI BASSI…..

Mentre alcune di queste modalità possono essere utili come “aggiunta” per alcune persone selezionate con mal di schiena cronico, la maggior parte delle persone con lombalgia può gestire il suo problema in modo molto efficace senza questi trattamenti, semplicemente cambiando il modo in cui ci si approccia al proprio dolore e aumentando i loro livelli di attività fisica.

Ma io sono guarito lo stesso dal mio mal di schiena

Se ritorni a leggere all’inizio di questo articolo, tra le prime cose che ti ho detto è che il mal di schiena tende a recuperare spontaneamente senza bisogno di cure. Queste ultime al massimo possono accellerare il recupero. Ma tendenzialmente entro qualche settimana stiamo tutti meglio. Questo si chiama decorso naturale della patologia. Ed il discorso vale sopratutto per il mal di schiena acuto.

Se poi andiamo ad analizzare il comportamento di questo mal di schiena nel tempo (parliamo sempre di acuto), questo generalmente si acutizza nel tempo fino ad un “picco” per poi regredire gradualmente. La maggior parte delle persone cercano le cure durante questo picco. Esattamente nel momento in cui tende a diminuire da solo.

In altre parole, le persone a volte cercano un trattamento per il loro mal di schiena quando stanno peggio e quindi quando è più probabile che migliori, in modo tale che qualsiasi trattamento fornito in questa fase possa sembrare efficace.

Enzo Basile

Un trattamento per essere realmente efficace deve dimostrare di essere più veloce nel recuperare la problematica rispetto al semplice decorso naturale. E questo praticamente non avviene mai.

Non scordiamo l’effetto placebo. 🙂

Quindi cosa dovrei fare se ho il mal di schiena?

Sebbene non esista un accordo universale sulla gestione del mal di schiena, alcune indicazioni generali sono universalmente valide. In generale, le persone che hanno mal di schiena per la prima volta dovrebbero essere sottoposte ad uno screening rapido per individuare segni di una grave patologia (quasi sempre assente) da parte del loro Fisioterapista, medico o operatore sanitario, senza necessità di fare indagini strumentali. In un numero molto ristretto di persone, ulteriori test possono essere suggeriti, ma solo se l’esame obiettivo ne indichi la reale necessità. Altrimenti, la maggior parte delle persone con mal di schiena dovrebbe cercare di tornare ai livelli abituali di attività fisica il più rapidamente possibile ed evitare il riposo a letto eccessivo.

Dovrebbero essere educati sulla natura aspecifica e non grave del problema. Per la maggior parte delle persone che hanno un mal di schiena agli esordi non c’è bisogno di chissà quali trattamenti, nonostante il dolore acuto ed intenso. I pazienti con livelli più elevati di dolore, stress, ansia, paura o depressione possono richiedere approcci più intensivi per ridurre la possibilità che questo dolore da acuto diventi cronico.

consulenza online
Conosci il tuo Dolore ed impara i migliori Metodi per gestirlo

Molte diverse forme di esercizio sembrano aiutare il mal di schiena, tra cui il semplice camminare, la cyclette, allenamenti di forza, yoga e tai-chi. Anche approcci psicologici come la terapia cognitivo-comportamentale e la meditazione possono essere di grande aiuto.

Per quanto riguarda l’esercizio fisico, io di solito ai miei pazienti dico sempre di trovare un attività qualsiasi da aggiungere alle nostre routine.

Fai poco e male, ma muoviti.

Enzo Basile

Ricordati che molte attività come il giardinaggio o portare a spasso il cane possono essere considerate esse stesse come esercizi. E per di più economici.

Anche se muoverti ti procura inizialmente dolore, non preoccuparti: Dolore non equivale a danno.

Se poi non ti sei mai alzato dal divano nemmeno quando stavi bene, ricordati che alcuni dolori muscolari sono normali all’inizio di un’attività sportiva.

In breve:

Se hai mal di schiena evita di preoccuparti troppo, muoviti di più, non fare indagini strumentali inutili e rileggiti questo articolo 🙂

Enzo