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Meglio essere Ottimista o Pessimista quando parliamo di salute?

I nostri modi di pensare influiscono sul nostro modo di percepire la realtà, compreso noi stessi. Ognuno di noi “racconta” a sé stesso la sua verità, anche sulla sua malattia o sul suo dolore.

Il nostro modo di pensare influirà e determinerà anche il nostro livello di motivazione, il nostro modo di passare/non passare all’azione e le nostre scelte, anche in materia di salute. Anche quando bisogna scegliere di responsabilizzare noi stessi nei confronti del nostro dolore.

Pessimista od Ottimista?

Nella psicologia comportamentale e nella terapia cognitivo-comportamentale, i professionisti sanno bene quali differenze abissali ci possono essere tra gli ottimisti ed i pessimisti nel modo di vedere loro stessi e gli eventi che accadono intorno a loro.

La persona pessimista di norma tende ad assumersi la responsabilità di tutto ciò che gli capita. Si assume più facilmente la colpa degli eventi negativi che gli accadono, i cui effetti andranno a ricadere inesorabilmente sulla loro vita. Parlano di dolore queste persone tenderanno di più a formulare pensieri del tipo “durerà per sempre, non posso fare niente, influirà su tutta la mia vita”. Ovviamente questo tipo di pensieri non faranno altro che contribuire a farci rimanere seduti sulle nostre convinzioni negative e demotivanti e sulla percezione che nulla si può cambiare. Parlando sempre di salute, le persone più negative tenderanno ad avere decisamente più difficoltà a cambiare.

La persona ottimista vede gli eventi negativi per come sono: eventi. La cui responsabilità non è per forza da imputare ad un loro errore. Tendono di più a reagire alle situazioni negative, piuttosto che esserne una vittima passiva.

I pessimisti tendono di più ad incorrere in stati depressivi od ansiosi, ed a sviluppare deficit ormonali ed immunitari che andranno ad aumentare la suscettibilità alla malattia ed allo sviluppo ed all’aumento del dolore.

Si potrebbe dire che una persona pessimista potrebbe sviluppare più facilmente una malattia od un dolore cronico.

Una forma di pensiero ottimistico molto efficace è quello che viene definito “senso di efficacia“. Ovvero un atteggiamento di fiducia di una persona nelle proprie capacità e la convinzione di poter esercitare un certo grado di controllo sugli eventi causali e non della propria vita, anche di fronte a circostanze decisamente stressanti o pericolose. Anche quando questi eventi riguardano la tua salute. Il senso di efficacia è uno dei parametri che in medicina vengono definiti più predittivi per pronosticare esiti positivi in svariati campi medici: recupero post-operatorio, capacità di affrontare il dolore o la malattia, capacità di cambiare stile di vita di fronte alla malattia stessa.

ottimisti o pessimisti con il dolore
Di fronte al dolore meglio essere pessimisti od ottimisti?

Persone più pessimiste, di fronte alle prime difficoltà, tendono ad abbandonare più facilmente un programma di esercizio fisico che mira a recuperare la funzionalità in una persona con dolore cronico.

Conviene essere ottimisti?

Ma fortunatamente persone con uno scarso senso di efficacia, se opportunamente “addestrate” possono migliorare in maniera efficace il loro senso di fiducia nelle proprie capacità. Basta affidarsi a persone esperte del campo.

Per questo è fondamentale farsi seguire da un professionista veramente valido, sopratutto quando si dovrà iniziare un percorso che miri a cambiare nettamente lo stile di vita, per ripristinare una condizione di salute migliore.

Inutile prenderci in giro: un atteggiamento più lucido e solare nei confronti della propria condizione, potrà soltanto che agevolare la persona nel prendere le decisioni giuste per se stesse.

E siamo sempre in tempo per cambiare. Ho avuto la fortuna di conoscere persone che dopo 27 anni che “subivano” le cure, hanno finalmente deciso di prendere in mano la propria condizione e diventare essi stessi il loro mezzo di cura. E non semplicemente pensandoci o pregandoci sopra. Ma assumendosi le proprie responsabilità sulla loro condizione.

Cosa puoi fare tu per te stesso? Vuoi limitarti a eseguire solo le prescrizioni o vuoi diventare parte attiva del tuo percorso di cura? Qual’è il tuo obiettivo? Quali cambiamenti puoi fare non domani, ma ora?

Perché non prendere in considerazione di studiarti e studiare la tua condizione facendoti aiutare dal tuo medico o fisioterapista?

Una maggiore comprensione del tuo Dolore, può aiutarti a capire come ridurlo.

Una maggiore comprensione dei meccanismi in cui il dolore viene sensibilizzato può agevolarti nel capire come auto-aiutarti.

Ma come primo passo dobbiamo sviluppare un maggior senso di efficacia, di cui ho accennato prima. La Terapia Cognitivo-comportamentale può aiutarti in questo.

I nostri pensieri condizionano la nostra salute?

Pensieri, convinzioni e valori che alimentano e generano un senso di impotenza, insoddisfazione, rabbia verso gli altri, mancanza di impegno e di auto-responsabilizzazione, incapacità di esprimere le proprie opinioni od emozioni, senso di isolamento…sono tutti comportamenti e pensieri che predispongono alla malattia.

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Le persone fondamentalmente ottimistiche, che tendono a vedere gli eventi negativi come momentanei o comunque modificabili, fiduciose nelle loro possibilità di scelta e controllo sulle situazioni, dotate di senso di umorismo ed autoironia, tendono ad essere più in salute.

Anche un elevato senso di coerenza (la convinzione che la vita possa essere comprensibile, gestibile e ricca di significato), una approccio attivo alla vita e verso gli ostacoli che ci riserva, la fiducia di poter cambiare sia se stessi che gli eventi (almeno in una certa misura), senso di fiducia negli altri e un alto grado di socievolezza, sono tutti tratti comportamentali positivi che aiutano a gestire il proprio stato di salute.

Che dire per concludere????

Meglio essere Ottimisti 🙂