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Vitamina D e Dolori Muscolari

Un insufficienza, grave o leggera che sia, di Vitamina D è una problematica più comune di quanto si immagini. Di norma si pensa di integrarla a sufficienza tramite l’alimentazione, dimenticandosi che uno dei modi più efficaci per produrla è in realtà la luce solare. Ma ormai, in un mondo in cui viviamo chiusi sempre dentro qualche scatola (casa, ufficio, macchina, treno) la vita all’aperto sembra un miraggio e ad oggi le stime ci dicono che circa un decimo della popolazione mondiale ha una carenza di Vitamina D. Alcuni esperti dicono che la carenza di Vitamina D sia anche sottostimata in queste ipotesi, e che in realtà ci sia una vera e propria Pandemia.

Cos’è la Vitamina D?

La Vitamina D, o calciferolo, è una vitamina liposolubile, presente nel corpo umano come ergocalciferolo (Vitamina D2) o colecalciferolo (Vitamina D3). La D2 la possiamo ritrovare in diversi alimenti di origine vegetale e quindi viene principalmente assunta mangiando. La D3 viene sintetizzata attraverso la cute grazie all’esposizione ai raggi solari o tramite l’assunzione di prodotti di origine animale.

La Vitamina D è alla base di alcune fondamentali funzioni organiche, talmente importanti che in gergo medico viene definita un pre-ormone, per via della sua poli-azione su vari organi. In primis è implicata nel metabolismo osseo, non a caso un deficit di Vitamina D predispone all’osteomalacia, essendo uno stimolante per l’assorbimento e deposito di calcio e fosforo. Oltretutto è fondamentale per la maturità e crescita ossea dei bambini. A livello epidermico è implicata nella cura della psoriasi e della dermatite atomica.

La vitamina D è sintetizzata, come già accennato, anche grazie alla luce solare, ed è implicata nella produzione di endorfine, della serotonina e della dopamina, gli stessi neurotrasmettitori che ricoprono un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore e delle emozioni. Una ipovitaminosi D è infatti collegata anche alla depressione. Inoltre migliora le funzioni dell’insulina, l’ordine implicato nella lavorazione degli zuccheri, e quindi importante nel gestire il diabete di tipo 2. La Vitamina D aumenta la sintesi di testosterone ed è assolutamente indispensabile nelle funzioni cerebrali (basti pensare che la dopamina, della quale la vitamina D è precursore nella produzione, è causa del morbo di Parkinson in caso di carenza). Favorisce la produzione di leptina, ormone coinvolto nel metabolismo lipidico e nel consumo energetico, essendo collegato al senso della fame e determinante nella concentrazione di citochine, implicate nel dimagrimento, essendo regolatori del numero di adipociti. Inoltre favorisce il sistema immunitario, riducendo le probabilità di infiammazione cronica.

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Solo un 20% della Vitamina D viene introdotta tramite l’alimentazione. La Vitamina D3 è presente nei cibi di origine animale quali il salmone, merluzzo, sardine, sgombro, pesce spada, molluschi, ecc.. Anche nell’olio di fegato di merluzzo e nel fegato. Inoltre è presente nel latte e suoi derivati e nelle uova. La Vitamina D2 è presente nella frutta secca, funghi, legumi e verdure a foglia verde. L’assunzione di grassi ne favorisce l’assimilazione. Poiché la vitamina D è molto sensibile alla luce e al calore, è importante conservare bene gli alimenti e consumare alimenti crudi o usare metodi di cottura delicati. Se poi abbiamo la possibilità di pranzare all’aperto, si può unire l’utile al dilettevole.

Cosa collega la carenza di Vitamina D al Dolore muscolare e come rimediare?

L’ipovitaminosi D è stranamente comune, quasi scontata, nelle persone che soffrono di dolore cronico. Con questo non intendo di certo dire che ne sia la causa, ma sicuramente potrebbe contribuire alla sua genesi o al suo propagarsi e persistere nel tempo. Per di più, è oltretutto ancor più comune in particolari problemi come la Fibromialgia.

Cosa comporta una carenza di Vitamina D?

Guarda caso molti dei sintomi che purtroppo conosciamo molto bene: dolori muscolari, ma anche ossei, stanchezza e debolezza, sensibilizzazione, soglia del dolore più bassa, depressione, crampi e rigidità muscolare. Da qui nasce l’intuizione che ci fa dire che forse, integrando adeguatamente Vitamina D, potremmo aiutare le persone affette da dolore persistente a contrastare la loro condizione. Lo stesso miglioramento potrebbe avvenire anche in chi soffre di Cefalea o sindrome da affaticamento cronico.

I livelli di Vitamina D considerati adeguati sono compresi tra 30 e 100 ng/ml, mentre si individuano: un deficit, per valori inferiori a 10; una insufficienza, con valori fra 10 e 30 ed una tossicità per l’organismo per valori superiori a 100. Gli studi scientifici più attuali eseguiti in doppio cieco (né sperimentatori, né pazienti sanno cosa si sta assumendo) hanno confrontato l’assunzione reale di Vitamina D all’assunzione di un placebo, e hanno valutato i risultati della somministrazione in pazienti affetti da dolore cronico muscolo-scheletrico, valutando generalmente come positiva un’integrazione, anche se gli effetti sono spesso discordanti.

Innanzitutto prima di parlare di dosaggi medi (chiedere sempre consiglio al medico prima di assumere qualsiasi cosa) è bene specificare che un assunzione esagerata può portare a sintomi quali mal di testa, vomito, dolori articolari, crampi, ecc.. Il fabbisogno quotidiano è di circa 5 mg per gli adulti, 5-10 per i bambini e 10 mg per le donne in gravidanza, 15 mg per gli anziani. L’integrazione dovrebbe tener conto di questi valori.

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