dieta chetogenica e dolore

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La dieta chetogenica è utile per trattare il dolore?

Se parliamo di dieta chetogenica, ci potrebbe venire subito in mente il bodybuilder professionista (o che pensa di esserlo) che utilizza tale approccio alimentare per dimagrire, e quindi definirsi, prima delle gare o, semplicemente, prima di fare la prova costume.

Ma la dieta chetogenica in realtà non è nata a tale scopo. Fu utilizzata in principio come approccio terapeutico per quei bambini che soffrivano di epilessia e, ad oggi, viene utilizzata in maniera efficace anche per ridurre l’emicrania. Ma ad oggi gli studi sulla dieta chetogenica si stanno ampliando e si sta tentando di validare l’efficacia anche nella gestione e nel trattamento del dolore cronico e della Fibromialgia.

Come si è intuito che la dieta chetogenica riducesse il dolore?

Come detto, il primo protocollo di dieta chetogenica veniva utilizzato per trattare quei bambini affetti da gravi episodi di epilessia. Si era notato che se questi bambini erano sottoposti ad un digiuno forzato, le convulsioni diminuivano drasticamente. Allora ci si chiese come poter inserire un programma alimentare che potesse “mimare” gli effetti del digiuno e poter quindi simulare l’effetto del digiuno reale e, di conseguenza, ridurre gli attacchi epilettici. Quindi, nonostante ad oggi venga utilizzato come approccio utile al dimagrimento, in realtà nasce come trattamento medico.

Ad oggi viene utilizzata efficacemente anche per il trattamento delle sindromi metaboliche, emicrania, dell’obesità, morbo di Parkinson, demenza, Alzheimer e del dolore.

Purtroppo va specificato anche, come si è visto molto bene nell’applicazione della dieta chetogenica all’emicrania cronica, che i risultati in termini di efficacia, sono massimizzati durante il periodo di restrizione calorica, di norma un mese. Ulteriori studi sono in corso per cercare di formulare un piano dietetico consono ad un approccio di lunga durata. Perché specificare i tempi di applicazione? Perché la dieta chetogenica, se utilizzata per periodi prolungati e senza supervisione, può essere pericolosa per l’organismo.

Come funziona in linee generali

La dieta chetogenica, comunemente detto Cheto o Keto (fa più figo chiamarla così, credo), nasce come regime alimentare ricco di grassi e povero di carboidrati anche se, in tempi più recenti, è stata modificata andando ulteriormente a tagliare le calorie totali introducendo un nuovo approccio utilizzato in ambito clinico: la dieta chetogenica a bassissimo contenuto di calorie. Tale taglio calorico si basa sulla diminuzione ulteriore delle calorie introdotte dai grassi. Essendo questi ultime un importante fonte calorica, si è deciso di stabilizzarli su un dosaggio di circa 10-20 g al giorno. Essendo povera di grassi e di carboidrati vien da sé che il maggior apporto calorico deriva dalle proteine.

Riducendo ai minimi essenziali la spiegazione su come funziona la dieta chetogenica potremmo dire che il nostro corpo per funzionare ha bisogno di energie, energie che vengono prodotte tramite l’assunzione degli alimenti. Di norma, attraverso il nostro metabolismo, ricaviamo energia sopratutto dai carboidrati, mentre i grassi vengono di norma “stoccati” come riserva energetica che, se in eccesso, ci permette di far divertire il nostro partner con le nostre “maniglie dell’amore”.

Scherzi a parte, se questa assunzione calorica diminuisce drasticamente, come nel digiuno, il nostro corpo va in codice rosso, in allarme. La dieta chetogenica simula proprio una illusione di digiuno e, quindi, mette in moto gli stessi meccanismi di allarme. Questo allarme viene attivato attraverso due meccanismi: riduzione dell’apporto calorico e riduzione dei carboidrati, che rappresentano la principale fonte di energia “di utilizzo immediato”.

Quando bruciamo principalmente grassi come fonte energetica, il nostro copro produce delle molecole dette corpi chetoni o chetoni. Il nostro stato metabolico viene invece detto chetosi.

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Come funziona in dettaglio

Il grasso. La nostra ciccia che tanto odiamo, è in realtà (magra consolazione) la nostra più grande riserva energetica. Le scorte di carboidrati, la nostra energia “pronta all’uso”, è decisamente molto irrisoria invece. Le riserve di zuccheri, infatti, possono garantire energia solo per periodi molto limitati. Ovviamente, se presente, il corpo li preferisce, ma quando scarseggia il nostro organismo può utilizzare come fonte energetica anche gli acidi grassi o può addirittura convertire alcuni amminoacidi in glucosio attraverso la gluconeogenesi.

Alcune strutture, tra le quali il nostro Sistema nervoso, non son però in grado di utilizzare gli acidi grassi, ama sono però in grado di utilizzare i corpi chetoni, sostanze derivate dalle scorte di grasso (lipidi), la cui concentrazione in condizioni di normalità è quasi nulla.

In caso di digiuno o di dieta chetogenica, i corpi chetoni aumentano drasticamente di numero, mandando l’organismo in una condizione di chetosi, un processo naturale che ci consente (sarebbe più opportuno parlare al passato in occidente e dire consentiva) di sopravvivere in mancanza di cibo. Ma la stessa condizione si presenta anche dopo importanza sforzi fisici od al mattino.

La riduzione dei carboidrati, attraverso l’azione indiretta sull’insulina e sul glucagone, promuove la mobilitazione lipidica dalle nostre riserve allo scopo di utilizzarle a scopo energetico, tramite la produzione dei corpi chetonici. Questi sono il carburante perfetto per nutrire anche le funzioni del Sistema nervoso centrale.

Questo stato metabolico viene definito chetosi e, finché rimane entro certi limiti, è fisiologica. La chetosi fisiologica non contribuisce a modificare il pH che, seppur diminuisce poco significativamente durante i primi giorni di dieta, ritorna ai limiti normali per stabilizzarsi. Questo finché la concentrazione dei corpi chetonici rimane nei livelli standard che si assestano al di sotto di 10 mmol/l.

La chetosi, tramite la modificazione delle concentrazioni di determinati ormoni e sostanze, tra le quali leptina, grelina e dei corpi chetonici stessi, permette anche la riduzione ed, in alcuni casi, la scomparsa della sensazione di fame associata alla chetosi.

La chetosi non è chetoacidosi

La chetosi fisiologica non va assolutamente confusa con la chetoacidosi associta al diabete. Questa è una condizione estremamente grave che, potenzialmente, può portare anche a morte. Si sviluppa nelle persone affette da diabete di tipo 1 in seguito ad una prolungata mancanza di assunzione di insulina. Questa condizione produce un aumento dei corpi chetonici al di sopra dei 25 mmol/l con una totale incapacità di smaltirli adeguatamente. Questo fenomeno consente una riduzione del pH che può scendere al di sotto del 7.3, il che, ovviamente, può portare alla morte.

Gli errori della Cheto

Posso farla da solo!

Impara a gestire il tuo dolore

A tuo rischio e pericolo. Le diete vanno fatte dai dietisti e dai nutrizionisti, sopratutto se parliamo di patologia, perché alla fine, se ti trovi qui, è perché cercavi un modo per ridurre il tuo dolore. Bisogna accertarsi del proprio profilo metabolico e tenere sotto controllo determinati valori del sangue. Fidati, affidati ad un professionista. E non dimenticare, se il tuo professionista ti rifila integratori, mandalo a quel paese. L’alimentazione è fatta di alimenti, non da bibitoni e pasticche.

La Cheto è iperproteica

La dieta chetogenica non è iperproteica. Solo perché si riducono grassi e carboidrati non significa che mangi più proteine, semplicemente saranno il nutriente principale. Di norma la Chetogenica è normoproteica e normocalorica ma, in un contesto particolare di trattamento o dimagrimento, ipocalorica.

Non servono integratori

Lo ripeto: non servono integratori. In una società farmacocentrica stiamo sempre di più esternalizzando la responsabilità della nostra salute e pensiamo erroneamente che servono integratori per qualsiasi cosa. Sbagliato. se ben fatta da un professionista valido, la dieta chetogenica da sola basta a fornire tutti i nutrienti. 

Ricordatevi sempre una cosa: con le diete ci si fanno un sacco di soldi sulle spalle delle persone. Vuoi fare la chetogenica per dimagrire? Fallo seguendo i consigli di un libro se vuoi. Ma se intendi farla per trattare il tuo dolore od una patologia, affidati ad un professionista laureato e specializzato.