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Mantenersi attivi è meglio del riposo prolungato

Quando viene un paziente a studio da me con una sintomatologia dolorosa che dura da un pò troppo tempo, (non necessariamente definita clinicamente cronica) la persona si chiede – giustamente – come comportarsi.

Potrò continuare a farmi le mie passeggiatine giornaliere?

Potrò ricominciare a fare sport?

Il mio dolore mi condizionerà per sempre?

Il dolore ti impedisce di ritornare a fare sport?

Ti senti frustrato per la mancanza di progressi?

Hai provato diverse cure senza trovare sollievo al dolore?

Pensi che il tuo fisioterapista o medico non ti risolverà mai il problema?

Per molte persone avere dolore rappresenta un’esperienza estremamente scoraggiante ed il timore di non uscirne fuori non fa altro che peggiorare il proprio stato di sofferenza. Ogni volta che ci si muove con dolore, ci si può giustamente chiedere se ci si sta facendo del male.

Provare dolore durante i movimenti non vuol dire necessariamente riposo assoluto e, nella peggiore delle ipotesi, allettamento prolungato. Anzi, proprio in queste occasioni dobbiamo trovare quelle risorse interne e mettere in atto quegli accorgimenti che ci permetteranno di ritornare serenamente alla nostra quotidianità.

Come dico sempre ai miei pazienti dal vivo o durante le mie consulenze online, il nostro corpo preferisce di gran lunga il movimento all’immobilità: è sicuramente più spronante per noi il mantenersi attivi rispetto al riposo prolungato. Questo vale anche in presenza di un dolore persistente. A volte dobbiamo trovare semplicemente il modo giusto per continuare a farlo. Per continuare a muoverci.

Avere dolore non vuol dire che c’è qualcosa di rotto

Viviamo in una società in cui il dolore è visto come un demone da dover scacciare a tutti i costi ed in fretta. Ma in realtà il dolore è un potentissimo ed efficiente mezzo per preservare il nostro corpo da eventuali danni e per mantenerci in vita. Pensandoci bene, è come un efficace sistema di allarme che ci avverte quando qualcosa non va nel nostro corpo, e rappresenta l’attivazione del nostro sistema nervoso che si mette in stato di “allerta”.

In molti pensano che avere dolore significa necessariamente che qualcosa nel nostro corpo è rotto e deve essere velocemente riparato. Ma il corpo ha già da solo tutte le capacità per auto-ripararsi e, sopratutto, adattarsi ai vari stimoli interni ed esterni ad esso, nel caso che questi, ovviamente, non raggiungano lo stato di “grave” danno o malattia.

Questo adattamento può esprimersi tramite il modo in cui il tuo dolore si modifica giorno dopo giorno per consentirti di continuare a muoverti e svolgere, nonostante tutto, la tua vita; anche in presenza di un danno reale o potenziale.

Difatti potrai accorgerti che, nonostante tutto, ci si può continuare a muovere anche con il dolore, e, nello sperimentare il come muoverti senza o con meno dolore, anche il tuo sistema nervoso sta lavorando insieme a te per scoprire qual’è il miglior modo per adattarsi alla situazione.

Devi immaginare il tuo sistema nervoso proprio accanto a te e che, insieme a te, sta capendo in che modo ricominciare a muoversi senza dolore o, nella peggiore delle ipotesi, con meno dolore.

Esplora con fiducia le tue possibilità di movimento

Una delle mie più grandi fonte di ispirazione nel capire come ritornare a far muovere i miei pazienti dopo un grande trauma, è stata l’esperienza degli stessi miei pazienti. Ho visto ed ascoltato persone esplorare le proprie possibilità di recupero articolare e di movimento generale ai limiti delle mie stesse possibilità immaginative. Ho visto recuperare movimenti che non pensavo potessero mai essere recuperati. Ho visto creare nuove possibilità di movimento al di fuori di quegli assi di movimento che studiai tempo addietro all’università. Ho visto il corpo ricrearsi dopo un trauma in modi che non pensavo potessero esserci. E l’artefice di questi miglioramenti furono i miei pazienti, io li aiutai soltanto nel loro percorso.

Quando mi ritrovo a parlare con le persone durante le mie consulenze online, faccio sempre presente questi esempi, in modo tale che essi fungano anche da “stimolante”.

Perché dirvi questo? Una parte importante di ogni esperienza dolorosa è l’esplorazione, intesa come il cercare il modo di tornare a muoversi ai limiti della propria tolleranza individuale. Esplorare quei confini per poi capire come espanderli.

Usualmente si tende a proteggersi dal dolore, in questo caso ti sto chiedendo di fare l’esatto opposto: espandi i tuoi limiti di movimenti comprendendo che avere dolore non corrisponde ad avere qualcosa che si sta rompendo.

Ricordati: anche in presenza di dolore…

…Il tuo corpo non è fragile

Se non ti spingi oltre i tuoi limiti, non capirai mai fino a che punto potrai spingerti. Questo è il motivo per il quale bisogna continuare a muoversi nonostante il dolore. È fondamentale per mantenere la tua salute e, in questo caso, migliorarla.

Sapere fino a quanto spingersi con il movimento contribuisce anche a ridurre il tuo dolore. Semplicemente perché stai nello stesso tempo sia ampliando che mantenendo la tua capacità di movimento.

Progredisci secondo i tuoi tempi e capacità

Quando si comincia, o ricomincia, un’attività fisica, non avendo familiarità con il movimento, ci si potrebbe spaventare e si potrebbe evitare ciò che si pensa ci faccia male.

Le progressioni graduali sia nelle attività di vita quotidiana, che nelle attività sportive, sono la chiave per raggiungere i traguardi che ci siamo posti.

Spesso potremmo scoraggiarci di fronte all’oggettiva regressione delle nostre capacità rispetto al passato. Ma come il nostro corpo ed i nostri muscoli in particolare modo si sono adattati negativamente alla mancanza di carico allenante, allo stesso modo possiamo riallenarli ed adattarli ad un carico sempre maggiore. Questi sono i benefici dell’allenamento.

Bisogna solo essere pazienti lungo il percorso.

Spesso ci si chiede anche quale sia il miglior esercizio per noi, senza sapere che non esiste.

Qualunque esercizio si sceglie di fare è il miglior esercizio che si possa fare.

Inutile torturarsi costringendosi a fare esercizi per noi noiosi, banali o evitabili. Qualunque esercizio può andar bene, l’importante è che sia motivante nel proseguire gradualmente lungo la strada del tuo recupero.

In caso di Dolore Cronico ci si potrebbe fare questa semplice domanda:

“Voglio vivere senza fare nulla per via del mio dolore, o voglio tornare alla mia vita nonostante il Dolore?”

E ricordati: il movimento è il miglior farmaco contro il dolore cronico!

Se vuoi parlarmi della tua situazione puoi approfittare del mio servizio di Consulenza Online.