crescita personale

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Il Dolore ha sempre una componente sensitiva, emotiva e comportamentale ed un percorso di crescita personale permette di aiutare le persone a gestire efficacemente il proprio dolore a 360° sopratutto per questi 5 motivi. 

Quando ci si ritrova ad aiutare persone che soffrono di Dolore Cronico, ci si ritrova spesso a confrontarsi con le difficoltà oggettive degli approcci tradizionali nel gestire queste situazioni ed aiutare le persone anche sotto il profilo emotivo e comportamentale

Viviamo in una società farmacocentrica che vede come unica soluzione l’intervento esterno che risulta essere necessario ai fini dello star meglio, spesso senza ottenere risultati.

Ma vivere con un dolore costante è qualcosa di più complesso di quanto banalmente si è disposti a credere, ed anche l’approccio terapeutico dovrebbe essere interpretato come un percorso a 360° che prevede anche una parte attiva da parte della persona interessata. 

Come specifico sempre ai miei pazienti durante le mie consulenze Online o dal vivo, un programma di riabilitazione efficace contro il dolore cronico, come il mio metodo A.E.D.A., prevede che la persona venga messa al centro del percorso e che venga in considerazione anche la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale. Perché questi aspetti, se non presi in considerazioni, non permetteranno mai un recupero completo. 

Sensazioni ed Emozioni

Il Dolore, nel bene e nel male, è uno dei nostri sistemi di allarme più efficace, capace di ridestare la nostra attenzione e veicolarla verso un eventuale fonte di minaccia per la nostra salute.

Ma il dolore non è soltanto Percezione, ma anche emozioni e convinzioni.

Sono queste ultime che ci fanno realmente percepire la reale gravità del danno; e questa percezione viene influenzata positivamente o negativamente proprio da queste componenti emozionali e comportamentali.

Non a caso l’OMS definisce il dolore proprio come un esperienza sensoriale ed emozionale.

Ma quale delle due ricopre un ruolo maggiore? La sensazione fisica, o le emozioni e convinzioni?

La patologia, in questi casi, ci può essere di aiuto…

Se per qualche malattia o lesione grave, si tagliassero le vie nervose che veicolano il sintomo dolore, paradossalmente pur non potendo fisicamente percepire nulla, soffriresti ugualmente, nello stesso modo di una madre che si sente dilaniare il corpo alla vista del figlio ferito o in fin di vita: pur non sentendo nulla, soffre ugualmente. Potremmo definirla Empatia.

Ma se per chissà quale motivo “tagliassimo” le vie nervose che si occupano della componente emozionale del dolore, cosa accadrebbe? Abbiamo un esempio reale: si chiama Asimbolia del Dolore

Praticamente chi ne è affetto non soffre a livello emozionale nonostante è perfettamente in grado di percepire come sensazione il dolore. Per questo nella Meditazione viene dato molto spazio nella gestione del dolore.

Cosa accade in questi casi? Non ci crederete mai, ma queste persone potenzialmente potrebbero essere perfettamente indifferenti anche nel guardare il loro braccio mentre viene amputato.

Ma veniamo ai nostri 5 Motivi per i quali un percorso di crescita personale ci può aiutare a gestire o superare un Dolore Cronico.

1. L’Autostima

Uno dei caposaldi di ogni percorso di Crescita Personale che si rispetti è la cura ed il rafforzamento dell’Autostima. L’autostima si base anche su un importante senso di auto-efficacia.

Pensa un attimo a te stesso di fronte ad una sfida, grande o piccola che sia, della vita. Normalmente ti senti pronto ad affrontarla e a rialzarti nonostante le difficoltà o ti senti sempre sconfitto in partenza o non in grado di rialzarti in seguito ad un evento negativo?

L’auto-efficacia , o la tua fiducia nelle tue capacità nell’affrontare le varie situazioni che ti si presentano nella vita, può giocare un ruolo fondamentale non solo nel modo in cui ti senti in generale con te stesso, ma anche nelle tue reali possibilità di raggiungere o meno i tuoi obiettivi nella vita.

Il concetto di auto-efficacia è il cardine centrale della teoria cognitiva sociale dello psicologo Albert Bandura, secondo il quale, le attitudini, le abilità e le capacità cognitive di una persona giocano un ruolo importante nel modo in cui percepiamo le situazioni e come ci comportiamo in risposta a situazioni diverse. L’auto-efficacia è una parte essenziale di questo sistema.

Secondo Albert Bandura, l’auto-efficacia è “la credenza nelle proprie capacità di organizzare ed eseguire le azioni necessarie per gestire le situazioni prospettiche“. In altre parole, l’auto-efficacia è la convinzione di una persona nella sua capacità di riuscire in una situazione particolare. Bandura ha descritto queste credenze come determinanti nel modo in cui le persone pensano, si comportano e si sentono.

Perché l’autoefficacia è diventata un argomento così importante tra gli psicologi e gli educatori? Come hanno dimostrato Bandura ed altri ricercatori dopo di lui, l’autoefficacia può avere un impatto su tutto, dagli stati psicologici al comportamento alla motivazione.

La nostra convinzione nella nostra capacità di successo ha un ruolo nel modo in cui pensiamo, come agiamo e come ci sentiamo riguardo al nostro posto nel mondo. L’auto-efficacia determina anche quali obiettivi scegliamo di perseguire, come realizziamo tali obiettivi e come riflettiamo sulla nostra performance.

Ne avevamo parlato anche nell’articolo sulla differenza tra ottimismo e pessimismo nella gestione della salute.

Allenare il senso di auto-efficacia risulta fondamentale ai fini della gestione emotiva e fisica del proprio dolore, come per qualsiasi altro aspetto della propria vita ed è per questo, che, superato il colloquio iniziale, dedico tanto spazio a questo argomento durante le mie consulenze online.

2. Motivazione

La Motivazione è qualcosa che tutti vorremmo avere, ma qualcosa che facilmente sfugge al nostro controllo. All’inizio arriva così facilmente e sembra facile mantenerla ma poi, inesorabilmente, ci abbandona per ripresentarsi al cospetto della nostra coscienza sempre più di rado e con meno energie rispetto alla prima volta.

La mancanza di motivazione la possiamo ritrovare nella nostra poca costanza nel modificare la nostra dieta per dimagrire, nella mancanza di voglia o coraggio per iniziare a muoverci di più, nella nostra poca costanza nell’allenarci per ridurre il nostro dolore, nella nostra poca produttività lavorativa.

In generale potremmo dire che la motivazione è quella forza misteriosa ma potentissima in grado di farci raggiungere gli obiettivi che ci poniamo ma che tende a ridursi nel tempo se non gestita correttamente.

L’eterna lotta per mantenere viva la motivazione è sempre stato uno degli argomenti più dibattuti e diffusi in ambito cognitivo-comportamentale e nel coaching.

Il motivo è semplice: allenare la motivazione ci permette di raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo e di aumentare il livello generale di benessere e di salute mentale e fisica nelle nostre vite.

Per tale motivo, coltivare, tramite gli strumenti giusti, la motivazione, può aiutarci ad affrontare meglio le nostre sfide quotidiane, comprese quelle con il nostro dolore. Un colloquio motivazionale può aiutarti ad aumentare la tua motivazione per apportare i cambiamenti nello stile di vita di cui necessiti.

3. Meditazione

La Meditazione, per quanto possa sembrare una pratica esoterica e poco utili al fine di gestire il nostro dolore, è in realtà uno strumento potentissimo che ci può aiutare ad affrontare la nostra quotidianità ed i nostri dolori.

Come già accennato anche nei miei articoli che sottolineavano l’importanza di praticare la Meditazione se si soffre di Fibromialgia, o di Dolore Cronico in senso generale, vorrei rimarcare la differenza tra Dolore Emotivo e Dolore fisico.

Quest’ultimo, il dolore fisico, è quello prettamente percettivo, legato ai sistemi della Nocicezione e della percezione sensoriale dello stimolo doloroso. Non a caso viene definito in questo ambito come dolore primario, perché legato alla componente “fisico-percettiva”.

Il dolore emotivo, corrisponde a tutto quell’insieme di emozioni, pensieri e sensazioni che vengono automaticamente associate al nostro dolore:

Riuscirò a stare meglio?

Questo dolore mi impedirà di avere una vita normale?

Finirò sulla sedia a rotelle?

Tutti non mi capiscono ed io sto solo peggio!

Vorrei tanto essere ascoltato.

Questi ed altri pensieri ci assillano continuamente e ci torturano mentalmente quando soffriamo di dolore cronico. La Meditazione è un ottimo strumento che ci aiuta a rivalutare l’importanza ed il valore di questi pensieri ed a riconoscerli semplicemente per quelli che sono: pensieri. Pensiero e realtà sono due cose diverse.

Ridurre il carico emotivo tramite la meditazione è fondamentale per gestire le proprie emozioni e il loro influsso sul proprio dolore.

Ad i miei pazienti insegno sempre i principi base della Meditazione e, se lo vorranno, si può approfondire l’argomento anche con un corso completo.

4. Gestione del tempo

Perché parlare di gestione del tempo mentre parliamo di dolore cronico?

Faccio questo lavoro da tanto tempo e, nell’aggiungere nuove routine nella vita quotidiana dei pazienti mi sento continuamente rispondere che non si ha tempo. Nemmeno se quel tempo vale la propria salute.

Ovviamente questo non perché non ci si vuole bene o che non ci si vorrebbe realmente ricavare del tempo per sè. Spesso siamo realmente convinti di non avere tempo a disposizione per le proprie esigenze.

Non ho tempo di andare in palestra.

Non ho tempo per meditare.

Non ho tempo per fare questi 2 minuti di esercizi.

Non ho tempo per camminare un pò di più.

Le frasi sono sempre le stesse.

Ma in realtà, se solo prendessimo degli accorgimenti, cambiassimo alcune abitudini e modificassimo alcune routine sbagliate nelle nostre giornate, il tempo spesso lo si trova.

Ma è anche vero che altrettanto spesso abbiamo bisogno di una guida. Ed è per questo che anche la gestione del tempo è fondamentale per auto-aiutarsi nella gestione del proprio dolore.

5. Empatia

Con il termine empatia si intende quella capacità di porsi nello stato d’anima delle altre persone con o senza una compartecipazione emotiva.

Ma se riguarda il modo in cui interpretiamo e ci immedesimo nelle situazioni altrui, perché dovrebbe essere interessante per me che soffro di dolore cronico?

Un proverbio cinese recita: ciascuno parte da dov’è. Qualunque scelta, cambiamento, obiettivo o situazione ci poniamo e viviamo, dobbiamo partire da noi stessi.

Rifiutare i nostri errori, rinnegare le situazioni che ci coinvolgono, combattere le proprie emozioni…non fa altro che peggiorare la nostra situazione. Saper accettare in questo contesto vuol dire sapersi accettare.

Sviluppare l’empatia verso se stessi, per quanto doloroso a volte possa essere, è uno dei primi passi da compiere per poter star bene.

Anche se può sembrare sdolcinato posto in questi termini, ma nella nostra vita la prima persona che dovremmo abbracciare siamo noi stessi.

Per aiutare ed aiutarsi in questo campo è necessario saper ascoltare ed ascoltarsi.

A tale scopo ho creato da tempo anche un Centro per l’ascolto online appositamente nato per soddisfare la prima esigenza: essere ascoltati.

E tu? Pensi sia importante la Crescita Personale per stare meglio?