Coping

Quando parliamo di gestione del dolore cronico, un buona strategia di coping è probabilmente l’intervento più efficace che possiamo mettere in campo per ridurre il dolore. Di norma con coping si definisce la strategia o l’insieme di accortezze che il paziente adotta per gestire il dolore senza farmaci oppiacei. Il modo un cui decidiamo di contrastare il dolore, può essere determinante nella sua riduzione.

Perché non crederci?

In generale, è opinione comune che non si possa far fronte e contrastare in maniera efficace il dolore cronico. I pazienti stessi tendono a demonizzare il loro dolore e, quando vengono proposte alternative basate su esercizi, meditazione o strategie efficaci di coping, le ridicolizzando accusando chi le suggerisce di non capire il loro problema. Senza sapere che questo approcciò è in realtà il più efficace per il loro dolore.

Se si suggerisce a queste persone di cambiare il loro approccio al loro dolore e di essere protagonisti del loro processo di cura, per tutta risposta è probabile che si venga derisi come professionisti sanitari incompetenti. Nel frattempo però si continuerà ad abusare di farmaci per lo più inutili.

Come esseri umani tendiamo a trovare continuamente prove a favore della nostra idea e rifiutare a priori qualsiasi cosa esuli da essa:

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  • Il mio dolore è troppo forte;
  • Il mio dolore non può passare;
  • Non posso farlo (senza averci mai provato veramente);
  • Il mio dolore è differente;
  • Su di me questo approccio non può funzionare;
  • Solo i farmaci possono aiutarmi;
  • L’esercizio fisico peggiore i miei sintomi;
  • Morirò così.

Queste sono alcune delle auto convinzioni che vanno più di moda tra chi soffre di dolore cronico. Cercare di far capire che non sempre sono vere è spesso quasi impossibile.

Il giusto Coping è il risultato di un apprendimento. Le nostre abitudini sono fondate su ciò che reputiamo funzionare e ne facciamo largo uso per facilitarci la vita ed evitare di pensare. Adottare nuove strategie e quindi modificare il proprio Coping nei confronti del proprio dolore implica un processo cosciente di apprendimento di nuove abilità e strategie che devono essere testate, esercitate, memorizzate e trasformate in abitudini. Il compito di chi segue le persone coinvolte nel dolore cronico è questo: seguirle in questo percorso.

Un Coping corretto del Dolore permette di rendere più tollerabile un dolore intollerabile.

Le persone coinvolte in programmi di riabilitazione del dolore cronico devono accedervi con la volontà di imparare, apertura al confronto, con motivazione e perseveranza. Senza questi elementi non si raggiunge nessun traguardo. Le persone impareranno come affrontare il dolore così bene che il loro dolore, una volta intollerabile, diventerà tollerabile e gestibile, dal punto di vista sia fisico che psicologico.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale

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Conosci il tuo dolore ed impara i migliori metodi per gestirlo

Nel valutare o trattare le sindromi dolorose acute o croniche, la gestione del dolore dovrebbe includere un approccio biopsicosociale.

La terapia cognitivo comportamentale può essere descritta come il trattamento psicologico “gold standard” per persone che convivono con il dolore persistente. Può essere usato da solo o in combinazione con trattamenti e programmi di riabilitazione interdisciplinare.

Il dolore cronico è una delle condizioni più comuni trattata con tale approccio. Questo perché il dolore cronico è una condizione influenzata da fattori biologici, psicologici e sociali e può essere gestito in modo ottimale da trattamenti che affrontano non solo le sue cause biologiche ma anche i suoi aspetti psicologici e sociali. Per tale motivo, la gestione di tali aspetti ricopre un ruolo fondamentale nella strategia di Coping da insegnare al paziente.