Cosa vuol dire “Cronico”?

Ormai tutto in medicina si sta spostando verso il concetto di cronicità, e, nel pessimismo ridondante presente nella popolazione medica e non, si fa largo la vecchia concezione che forse è lo Stile di Vita il trattamento più efficace in molteplici condizioni mediche. 

Viviamo in un’epoca in cui la malattia cronica è la routine: le malattie cardiache, diabete, l’asma e il dolore cronico sono problematiche più che comuni, oltre che croniche. Sotto alcuni aspetti per cronico potremmo identificare qualcosa che non ha una cura certa e che potrebbe durare indefinitivamente

Quando parliamo di diabete, coronopatie, ipertensione, obesità i medici e tutti gli operatori sanitari sono più che disposti a discutere con il pazienti sulla loro condizione e suggerire le strategie ideali per affrontarle, anche apportando modifiche decisive nel loro stile di vita, il quale, anche in queste condizioni, risulta fondamentale per una corretta gestione della malattia.

Non è così per il dolore. Se hai un dolore cronico c’è molta riluttanza ad identificarlo come tale e spesso si tende sempre a ricercare la classica causa organica. Inoltre non si tende minimamente ad educare e far conoscere al paziente le dinamiche del loro dolore, come per le altre condizioni. Questo perché il Dolore è visto ancora come un sintomo, e non come malattia, dagli operatori sanitari stessi. 

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Cronico vuol dire cronico

I pazienti stessi credono che ci debba essere per forza una cura per il loro dolore cronico e tendono a dedurre, complici i vari specialisti dai quali sono andati, che la cura verrà un giorno finalmente trovata, trovandosi catapultati in un tunnel senza fine. Difatti è usanza comune per chi soffre di dolore cronico, sopratutto la Fibromialgia, eseguire decine di esami e terapie mediche e farmacologiche prima di riconoscere quello che era già ovvio: il dolore è cronico. La scienza ci dice che il dolore cronico è davvero cronico nel senso che non esiste una cura farmacologica od interventistica efficace nell’estirparlo totalmente, almeno ad oggi. 

Quindi, perché i presunti specialisti nella gestione del dolore cronico non accettano il fatto che il dolore cronico è semplicemente cronico che quindi, è inutile cercare una causa organica?

I veri specialisti nella riabilitazione del dolore cronico insegnano ai pazienti come affrontare il dolore cronico e facilitare la loro convivenza con esso. Mostrano anche ai pazienti come apportare cambiamenti nello stile di vita sano che riducono il livello del dolore percepito.

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Sebbene non siano una cura, i programmi di questo tipo del dolore cronico vengono costantemente evidenziati nella ricerca come la terapia più efficace per il dolore cronico, in particolare se confrontati con l’efficacia dei farmaci antidolorifici. Nonostante sia l’approccio più efficace per il dolore cronico, i programmi di riabilitazione sono in genere l’ultima alternativa che i pazienti ricevono. Quindi, sorge di nuovo la domanda, perché il sistema sanitario non riesce ad accettare che il dolore cronico è veramente cronico? Perché tende a promuovere le procedure mediche e chirurgiche come cure efficaci quando in realtà non lo sono? Inoltre, perché il sistema sanitario non riesce ad aiutare i pazienti ad accettare la cronicità del loro dolore e successivamente ad apprendere quali cambiamenti salutari apportare nella loro vita?

La risposta ancora non lo sappiamo. Motivi economici, perdita del senso di auto-efficacia da parte dei medici stessi, mancanza di aggiornamento, supponenza, ecc…

Una cosa è sicura. La riabilitazione multidisciplinare del dolore dovrebbe essere davvero la prima opzione di trattamento che deve essere consigliata per il dolore cronico, non l’ultima.

Cronico vuol dire semplicemente cronico

Se non si accetta questo fatto e non lo si vede in quest’ottica si continuerà a cercare di trovare cure per cose che non esistono.