Cos’è il Dolore Cronico?

È purtroppo un luogo comune anche da parte degli operatori sanitari considerare il dolore solo come un sintomo di una lesione tissutale e/o organica o di una malattia, ma il dolore è molto di più. Ad esempio, il mal di schiena, una delle problematiche più sopravvalutate e ricca di errori diagnostici e terapeutici, è spesso attribuito ad un ampia gamma di alterazioni anatomiche o pseudo-danni come ernie, protusioni, bulging, artrosi, lesioni legamentose, e chi più ne ha più ne metta. Ma nella realtà spesso queste alterazioni non hanno nulla a che fare con il dolore che senti, e questo ragionamento vale per molte delle problematiche riferibili al dolore muscolo-scheletrico presente nel panorama medico.

Dolore Acuto

Il Dolore acuto, al contrario del cronico, ha due caratteristiche fondamentali. In primis, il dolore acuto è un sintomo di una condizione medica “immediata”, ciò presente in quel preciso momento, riferibile ad un urgenza più o meno marcata. In secondo luogo la sua durata è relativamente breve, magari parliamo di giorni o poche settimane. Alcune condizioni però impiegano più tempo a risolversi. Prima di parlare di dolore cronico gli operatori sanitari calcolano un tempo di almeno sei mesi dall’insorgenza dei sintomi.

anatomia dolore acuto
Anatomia del dolore acuto

Il dolore cronico non è un dolore acuto di lunga durata

A volte quel dolore proprio non vuole scomparire. Può durare per più di sei mesi. In effetti, in alcuni casi, può durare per anni. In queste situazioni, c’è una tendenza tra i pazienti e alcuni operatori sanitari a continuare a vedere il dolore come un sintomo della condizione medica che lo ha generato e ciò ovviamente è giustificabile per i pazienti, ma evidentemente inammissibile per i medici che dovrebbero aggiornarsi sul dolore cronico che ad oggi rappresenta una delle condizioni che fa impennare di più i costi del servizio sanitario nazionale, in maniera spesso ingiustificata. Si Pensa al dolore cronico semplicemente come un dolore di lunga durata generata in seguito ad un infortunio o ad una malattia non ancora risolta.
Questa linea di pensiero porta a ricercare spesso inutili, duraturi e costosi interventi sanitari che spesso si rivelano inutili. Interventi chirurgici, iniezioni e farmaci antidolorifici sono comuni tentativi di ridurre il dolore concentrandosi sulla condizione di base che ha iniziato il dolore. Il tipico paziente con dolore cronico si porta dietro anni di cure e diagnosi spesso inefficaci. Queste procedure e terapie non sono infatti molto efficaci nel ridurre il dolore. Nella migliore delle ipotesi, tendono a fornire riduzioni temporanee del dolore. Gli studi sulle spese sanitarie dimostrano che negli ultimi vent’anni le percentuali di interventi chirurgici, iniezioni e farmaci antidolorifici associati al dolore sono ai massimi livelli. Allo stesso tempo, anche le richieste di disabilità correlate al dolore sono ad un livello elevato. Ovviamente, come detto, anche perché queste procedure e queste terapie non funzionano poi così tanto bene come si vuol fare credere.

La verità è che, una volta che il dolore è cronico, è piuttosto difficile da ridurre, in particolare se l’obiettivo principale è cercare di risolvere il problema o la malattia che ha dato inizio a tutto. Per il semplice motivo che il dolore cronico è qualcosa di un pochino più complesso della semplice condizione che può averlo generato, senza contare quelle condizioni come la Fibromialgia in cui non abbiamo nemmeno una causa iniziale.

Dolore Cronico

Il dolore cronico ha due caratteristiche fondamentali che lo rendono diverso dal dolore acuto. Innanzitutto, il dolore cronico dura più di sei mesi. In secondo luogo, e soprattutto, il dolore cronico è un dolore che si verifica in aggiunta al dolore delle condizioni di salute originali. Di fatto, la condizione originale sottostante potrebbe essere o non essere guarita. Non importa. Il dolore cronico è indipendente dalla malattia che ha dato inizio a tutto.
Una volta che il dolore è diventato cronico, i tentativi di curare la malattia o danno che lo ha iniziato non possono ridurre il dolore, dato che probabilmente la malattia o danno iniziale non esiste più. L’errore commesso dai pazienti e da alcuni operatori sanitari è pensare che il dolore cronico sia solo una versione duratura del dolore acuto. Tuttavia, il dolore cronico è il dolore che ha assunto una vita propria. Il dolore cronico è il dolore che si sta verificando al di là del dolore della ferita o della malattia che ha iniziato tutto. Come tale, i tentativi di curare la condizione di salute originale mancano di solito l’obiettivo.

Cause di dolore cronico

Qual è allora la causa del dolore cronico? Per rispondere a questa domanda, abbiamo bisogno di capire alcune caratteristiche del sistema nervoso ed essendo questo un blog per i non addetti ai lavori, lo spiegherò come sempre nella maniera più facile possibile.

Qualunque sia la sua causa iniziale, il dolore è una funzione del sistema nervoso. Prendiamo come esempio una contusione a livello della coscia. I “nervi” intorno al sito del trauma rilevano il danno e inviano segnali che viaggiano su una percorso neurale dal sito del danno al midollo spinale e fino al cervello. Una volta arrivati ​​al cervello, il cervello elabora i segnali che vengono identificati come “dolore sulla cosca”.
Nello stesso momento in cui i segnali viaggiano dalla lesione al cervello, l’intero sistema nervoso diventa reattivo. Come un sistema antincendio in un edificio che suona l’allarme in risposta al fuoco, il sistema nervoso mette in allarme le sirene quando è in preda al dolore. I nostri muscoli diventano tesi. Proteggiamo la parte lesa assumendo posture idonee a non farci sentire o ridurre il dolore, e facciamo smorfie di dolore. Possiamo piangere e siamo emotivamente preoccupati ed allarmati. Il sistema nervoso controlla tutte queste reazioni. Possiamo pensare a tutto ciò come all’intero sistema nervoso che entra in “codice rosso”.
Questa reattività del sistema nervoso è cosa buona e giusta quando si tratta di dolore acuto. Ci aiuta a sapere che qualcosa non va. Diventando allarmato, ci proteggiamo da ulteriori infortuni e cerchiamo aiuto. Una volta che l’infortunio o la malattia originale guarisce, tutto nel sistema nervoso torna alla normalità.

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In alcune persone, il sistema nervoso può rimanere in uno stato persistente di reattività anche dopo la guarigione della ferita o malattia acuta originale. L’intero sistema nervoso diventa sempre più reattivo in un processo chiamato wind-up. Questa reattività del sistema nervoso viene a mantenere il dolore in un circolo vizioso, al di là del dolore della condizione originale che ha dato inizio a tutto. Lo stato finale di questo processo è un sistema nervoso altamente reattivo e questo processo viene definito sensibilizzazione centrale.
I segni distintivi della sensibilizzazione centrale sono il dolore sempre più diffuso e il dolore sempre più intenso a partire dalla zona iniziale lesionata. Immagina di avere una cervicalgia e di avere dolori al collo cronici. Una volta che la sensibilizzazione centrale si instaura, si possono sviluppare anche dolore alle spalle e alla parte superiore della schiena, oltre ad una cefalea miotensiva (sempre se tale definizione possa ancora andar bene). Inoltre, il fastidio diventa così intenso che può dare dolore persino al semplice sfioramento.
Dal momento che il sistema nervoso controlla anche le nostre vite emotive, un sistema nervoso altamente reattivo porta a generare ansia e irritabilità, insonnia, stanchezza e alla fine depressione. Questi problemi psicologici sono ulteriormente debilitanti e inducono ulteriore stress. Lo stress aumenta la reattività del sistema nervoso, peggiorando il dolore. Un grande circolo vizioso.

dolore articolare

Il risultato di tutto ciò è che il dolore cronico è il dolore che causa dolore attraverso la sensibilizzazione centrale.


La sensibilizzazione centrale è un sistema che entra in gioco in molteplici condizioni: dal colpo di frusta alla fibromialgia.

L’importanza di trattare il sistema nervoso nel dolore cronico

Il dolore cronico è quindi categoricamente diverso dal dolore acuto. Non è solo che dura più a lungo. È che l’intero sistema nervoso è coinvolto, mantenendo la cronicità del dolore, al di là di qualsiasi dolore che potrebbe continuare dalla condizione medica iniziale.
In precedenza, abbiamo accennato al frequente fallimento di interventi chirurgici, iniezioni e farmaci antidolorifici per ridurre in modo permanente il dolore. Da qui, possiamo intuire il perché. Sono tentativi di guarire la ferita o la condizione medica che ha iniziato il tutto. La condizione originale, tuttavia, in genere non è responsabile per il mantenimento del dolore in un ciclo cronico. Vale a dire, i trattamenti falliscono perché nessuno di loro affronta la causa più importante del dolore cronico: la sensibilizzazione centrale.
L’unico trattamento che affronta completamente la sensibilizzazione centrale è una riabilitazione integrata del dolore cronico.

Principalmente, come molti sanno, mi occupo di Fibromialgia e quindi, insieme a voi, mi chiedo: Perché dovremmo smettere di chiederci “Cos’è la Fibromialgia” e iniziare a chiederci “Cos’è il dolore Cronico”?

Approfondisci anche i seguenti argomenti: Sindrome da dolore cronico, Dolore Nociplastico, Sensibilizzazione Centrale e Neuromatrice del Dolore.