Disturbi del sonno

Cos’è un disturbo del sonno?

I pazienti con dolore cronico spesso hanno in comune tra loro la presenza di disturbi del sonno di cui le forme più comuni sono le seguenti:

  • Insonnia;
  • Ipersonnia;
  • Apnea notturna;
  • Sindrome delle gambe senza riposo.

Questi disturbi del sonno possono rendere più difficile affrontare il dolore cronico e, addirittura, possono arrivare a peggiorare il dolore stesso.
Tutti, chi più chi meno, ci sentiamo nervosi quando non riusciamo a dormire bene. Ci sentiamo frustrati più facilmente o ci ritroviamo a perdere la pazienza quando normalmente potremmo rimanere calmi. Se persiste, possiamo andare incontro a gravi disturbi dell’umore.
I pazienti con dolore cronico non sono diversi dal resto delle persone. In presenza di tali disturbi del sonno, tendono anche a diventare più frustrati o irritati di fronte ai normali problemi della vita. Inoltre, però, i pazienti con dolore cronico hanno a che fare con il dolore. Affrontare l’insonnia o l’ipersonnia per una persona normale potrebbe essere difficile, immaginate allora se soffriamo anche di dolore cronico. In presenza di disturbi del sonno possiamo ritrovarci ad avere meno energie per gestire il nostro dolore nelle attività quotidiane. Diventa sempre più difficile affrontare il dolore cronico quando non si dorme bene.
Oltre a tutto ciò, i disturbi del sonno possono anche peggiorare il dolore cronico. Una mancanza continua di sonno ristoratore può ulteriormente irritare il nostro sistema nervoso. Il sistema nervoso diventa quindi più reattivo del normale. Questa reattività del sistema nervoso amplifica i segnali del dolore e peggiora il dolore stesso.
In entrambi i casi, è importante risolvere il disturbo del sonno. È anche un modo per gestire bene il dolore cronico stesso. Anzi, nel caso della fibromialgia, forse è uno dei primi elementi da tenere in considerazione in un processo di cura.

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Insonnia

L’insonnia rappresenta una difficolta cronica nel riuscire a dormire a sufficienza. Di solito le persone hanno difficoltà ad addormentarsi quando vanno a letto o si svegliano al mattino presto e non riescono più a tornare a dormire. A volte, le persone presentano entrambe le varianti: difficoltà ad addormentarsi e a rimanere addormentati.
Le cause comuni di insonnia per i pazienti con dolore cronico sono le seguenti:

  • Dolore;
  • Preoccupazione e ansia;
  • Dormire durante il giorno;
  • Sudorazione eccessiva notturna.

L’insonnia può facilmente essere anche autoindotta semplicemente perché la persona che ne soffre tende ad andare a letto con il pensiero che potrebbe ricapitare quello che è successo la notte precedente. L’insonnia risulta essere uno dei disturbi del sonno più sgradevoli e tende a provocare sentimenti di angoscia ed ansia eccessivi. L’apprensione provata nell’andare a letto si basa sul fatto che potrebbe accadere di nuovo. L’apprensione porta a maggiore preoccupazione. Questa preoccupazione non è, naturalmente, ideale per riuscire ad addormentarsi e quindi l’insonnia anticipatoria derivata dalle preoccupazioni viene a rinforzare l’insonnia stessa. Dopo alcune settimane o mesi di questo circolo vizioso, l’insonnia diventa un disturbo vero e proprio difficile da sradicare senza aiuto.


Per quanto riguarda una risoluzione a lungo termine dell’insonnia, il trattamento più efficace per l’insonnia è la terapia cognitivo-comportamentale. La terapia cognitivo-comportamentale è una psicoterapia a breve termine, solitamente fornita da uno psicologo, che rompe il ciclo di pensieri ed idee nocivi e crea nuove associazioni mentali con l’idea delll’andare a dormire.
Nella vita reale, purtroppo, la maggior parte dei pazienti riceve solamente farmaci per aiutare a dormire piuttosto che una terapia cognitiva comportamentale. I farmaci comuni per il sonno sono i seguenti:

  • Ipnotici, come zolpidem ed eszopliclone;
  • Benzodiazepine, come diazepam, clonazepam o lorazepam;
  • Antidepressivi triciclici, come il trazadone o l’amitriptilina.

Anche se comunemente prescritti, questi farmaci sono al massimo leggermente efficaci solo su un ristretto numero di pazienti. Appena li si sospende si ritorna allo stato di prima. E se paragonati al placebo spesso sono inefficaci.
Rispetto al placebo, le persone che assumono ipnotici si addormentano in media 12.8 minuti prima. Le persone che assumono farmaci a base di benzodiazepine si addormentano in media 10 minuti prima di quelli che assumono un placebo. Le persone che assumono antidepressivi triciclici si addormentano 7 minuti più velocemente di quelle che assumono un placebo. Alla fine nulla di rilevante e statisticamente importante.
L’uso di questi farmaci comporta alcuni rischi. I farmaci a base di benzodiazepine sono associati a recidiva di insonnia (esacerbazione dell’insonnia dopo l’interruzione dell’uso del farmaco) e dipendenza. I farmaci ipnotici sono associati a un lieve aumento del rischio di altri disturbi correlati al sonno, come il sonnambulismo. L’unico vantaggio di prendere un antidepressivo triciclico, in particolare l’amitriptilina, è che, oltre ad essere un ausilio per il sonno, è uno dei farmaci utilizzati per gestire il dolore cronico.
Anche i programmi di riabilitazione del dolore cronico rappresentano un’opzione terapeutica. Di solito, i pazienti partecipano a tali programmi con l’obiettivo di imparare ad auto-gestire il loro dolore, tornare al lavoro e ridurre la dipendenza dalle cure farmacologiche. Tuttavia, una componente importante per raggiungere questi obiettivi è quella di risolvere o ridurre eventuali fattori di stress secondari che si verificano a seguito della convivenza forzata con il dolore cronico, come l’insonnia. La maggior parte dei programmi di riabilitazione del dolore cronico sono basati sulla terapia cognitivo-comportamentale e quindi incorporano approcci cognitivi all’insonnia quando necessario.

Ipersonnia

L’ipersonnia è l’opposto dell’insonnia: il dormire troppo. Quando è correlata con il dolore cronico, la maggior parte dei casi di ipersonnia è causata da uno dei seguenti motivi:

  • Depressione;
  • Abuso di farmaci.

La depressione è una patologia debilitante e quindi le persone con dolore cronico e depressione a volte possono dormire troppo. Dormire troppo può anche essere una forma di fuga dalla realtà angosciante del vivere con il dolore cronico. L’abuso di farmaci, in particolare gli oppioidi, può portare ad un’eccessiva sedazione e di conseguenza al dormire troppo.
Programmi multidisciplinari di riabilitazione del dolore cronico sono probabilmente la migliore opzione di trattamento per le persone con dolore cronico e ipersonnia. Il loro obiettivo è assistere i pazienti nell’acquisizione delle capacità di autogestire il dolore cronico. In tal modo, i pazienti superano la loro depressione, quando è secondaria al dolore cronico, e riducono il loro bisogno di farmaci oppioidi, consentendo loro di ridurre l’utilizzo degli stessi.

Apnea notturna

L’apnea notturna è un disturbo del sonno in cui le persone smettono temporaneamente di respirare mentre dormono. La forma più comune di apnea del sonno è l’apnea ostruttiva del sonno. È associato al russare, al sovrappeso, alle malattie cardiovascolari e al diabete di tipo II.
I trattamenti per l’apnea notturna sono i seguenti:

  • Cambiamenti nello stile di vita, come perdere peso, smettere di fumare ed evitare l’alcol;
  • Dispositivi a pressione positiva continua per le vie aeree o C-PAP.

È importante trattare l’apnea notturna perché può migliorare significativamente la qualità della vita. È anche una condizione potenzialmente grave, in particolare se associata a obesità, diabete di tipo II e / o malattia cardiovascolare. Infine, i pazienti con dolore cronico che assumono farmaci oppioidi a lungo termine dovrebbero essere particolarmente preoccupati per l’apnea notturna. I pazienti che sospettano di avere l’apnea notturna dovrebbero consultare il proprio medico.

Sindrome delle gambe senza riposo

La sindrome delle gambe senza riposo è una condizione in cui le persone hanno sensazioni di irrequietezza agli arti inferiori e la voglia continua di muovere le gambe. Di solito si verifica durante la notte, mentre si cerca di dormire. È associato spesso alla sensibilizzazione centrale. La sensibilizzazione centrale è una condizione di un sistema nervoso sovrarotivo ed è associata alla maggior parte delle sindromi dolorose croniche.
Per trattare la sindrome delle gambe senza riposo, i pazienti spesso assumono farmaci usati per il morbo di Parkinson.
I programmi di riabilitazione del dolore cronico sono probabilmente il trattamento più efficace per le sindromi dolorose croniche che sono caratterizzati da sensibilizzazione centrale. Tuttavia, non ci sono studi clinici che determinino l’efficacia di tali programmi per la sindrome delle gambe senza riposo in sé.