Traumi

Cos’è il trauma?

In questa sede per trauma intendiamo parlare della risposta psicologica e corporea all’esperienza di un evento terribilmente impattante nella vita psicologica di un individuo. Alcuni esempi di eventi che possono risultare traumatici possono essere i seguenti:

  • Guerra;
  • Violenza domestica;
  • Violenza sessuale;
  • Disastro naturale;
  • Attentato terroristico;
  • Abusi fisici o sessuali nell’infanzia.

Questi eventi non sono eventi da prendere alla leggera. Sono eventi che in qualche modo hanno minacciato la vita o l’integrità fisica o mentale dell’individuo che li sperimenta. Inoltre, gli eventi traumatici di questo tipo tendono a sopraffare l’abilità di una persona normale di affrontarli.
Dopo aver sperimentato eventi come quelli di sopra, le persone tendono a sviluppare determinate reazioni psicologiche inconsce. Gli esempi sono i seguenti:

  • Pensieri, ricordi o sogni persistenti e indesiderati dell’evento;
  • Tensione, nervosismo, irritabilità, scarsa concentrazione ed insonnia;
  • Evitamento dei luoghi chiusi o di cose o eventi che ricordino l’evento traumatico.

Tutte queste reazioni sono legate all’ansia. I pensieri e i ricordi persistenti dell’evento producono paura ed ansia. Le reazioni tipo tensione ed irritabilità sono le manifestazioni fisiche di questa ansia. È il sistema nervoso in azione, eccezionalmente teso e nervoso. L’evitare è una strategia comune di coping per le cose che provocano ansia. È un modo per non ricordare l’evento.

Relazione tra trauma e ansia

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Che sia dovuto a traumi o semplici preoccupazioni, l’ansia in generale è uno stato naturale del sistema nervoso. Quando sono ansiose, le persone sono più attive. Sono già attive nei loro sentimenti, nel loro corpo, nel loro modo di pensare e nel loro comportamento. Con l’ansia, il sistema nervoso è bloccato in uno stato perpetuo di allarme, come se in realtà dovesse accadere qualcosa di pericoloso da un momento all’altro.
Gli psicologi hanno denominato questo atteggiamento come risposta di attacco o fuga. Prepara le persone a rispondere al pericolo rendendo il corpo pronto a combattere o a fuggire da un pericolo o presunto tale. Il sistema nervoso viene iperattivato e reagisce con comportamenti allarmistici, con cambiamenti fisici del corpo che aumentano la capacità d’azione, con un maggiore focus cognitivo sul pericolo e attivando adeguati comportamenti di evitamento.
In situazioni realmente pericolose, questa risposta di lotta o fuga del sistema nervoso è una cosa utile. È il sistema che ci aiuta a sopravvivere a situazioni pericolose.

L’ansia è meno utile. Il nostro corpo si ritrova perennemente in uno stato di allerta anche senza un reale motivo. Praticamente si mette nelle stesse condizioni di pericolo anche se in realtà un pericolo non c’è. Per entrare in questo stato basta essere preoccupati per qualcosa, anche se quel qualcosa è in un futuro poco probabile e non reale.
Le reazioni d’ansia che si verificano a seguito di un trauma sono simili. Che si trattasse di una violenza, di una o di un disastro naturale, l’evento traumatico originale era in in sé veramente pericoloso e la reazione fisica e mentale originale di attacco o fuga aveva una ragione di esistere. Successivamente, però, il pensiero dell’evento traumatico o un ricordo di esso può ancora spingere il sistema nervoso in questo perenne stato di lotta-o-fuga come se l’evento stesse accadendo ora. Ciò porta ad accumulare ansia in maniera ingiustificata.
Questa reazione è considerata una forma di ansia perché l’evento non sta realmente accadendo. Invece, le reazioni sono provocate dal pensiero o dalla memoria dell’evento.

spione nella mente
Trauma e mente

Alti tassi di traumi pregressi nelle persone con dolore cronico

Nel loro insieme, le persone con dolore cronico tendono a riportare tassi molto più elevati di traumi pregressi rispetto alle persone senza dolore cronico.
Per esempio più del 70% delle donne con sindrome fibromialgica riportano traumi nell’infanzia o nell’età adulta, il 66% delle donne con cefalea cronica riportano una storia passata di abusi fisici o sessuali.

La relazione tra trauma e dolore cronico

Che cosa spiega questo alto tasso di traumi pregressi nei pazienti con dolore cronico? Per essere chiari, queste statistiche non dimostrano che il trauma in sé causa dolore cronico. Certamente, i traumi, come le ferite riportate durante un aggressione, potrebbero portare a dolore cronico, ma la maggior parte delle volte l’insorgenza del dolore cronico è indipendente dalla precedente storia di trauma. Infatti, molte persone con dolore cronico non hanno una storia di traumi importanti nel loro passato. Quindi, il trauma in genere non causa il dolore cronico in modo diretto.
Nonostante ciò, l’alto tasso di trauma nelle persone con dolore cronico suggerisce che potrebbe avere qualche relazione con lo sviluppo del dolore cronico. Una storia di trauma potrebbe rendere una persona più incline a sviluppare dolore cronico una volta che si è verificato un infortunio.

Il sistema nervoso e il passaggio dalla lesione acuta al dolore cronico

Tutti hanno un incidente o si infortunano o si ammalano occasionalmente. La maggior parte delle volte le persone migliorano spontaneamente ed il dolore scompare. A volte, però, non succede. Il dolore, da acuto, diventa cronico. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che il processo che spiega questa transizione da una lesione o una malattia acuta al dolore cronico è la sensibilizzazione centrale.
La sensibilizzazione centrale è una condizione associata al dolore cronico in cui il sistema nervoso si blocca in uno stato di reattività elevata. Nella sensibilizzazione centrale, le sensazioni del dolore possono diventare più intense e le cose che normalmente non sono dolorose, come lo sfioramento o il massaggio, possono essere percepite come dolorose. La sensibilizzazione centrale mantiene il dolore anche dopo che la lesione o la malattia iniziale guarisce.

Il trauma e l’ansia risultante sono essi stessi una condizione in cui il sistema nervoso si trova in uno stato di reattività persistente. Come descritto sopra, il trauma conduce all’ansia, all’eccitazione fisiologica e ai comportamenti di evitamento. Queste reazioni al trauma sono tutti indicatori di un sistema nervoso persistentemente eccitato o reattivo. Come tale, quando i pazienti con una storia di trauma si infortunano o si ammalano, il loro sistema nervoso è già in uno stato di persistente reattività. Di conseguenza potrebbe accadere che tali persone siano più inclini a sviluppare sensibilizzazione a partire da una lesione o malattia iniziale.

Molti studi hanno dimostrato che gli eventi traumatici del passato (insieme alla depressione) predicevano dolore e disabilità persistenti tre mesi dopo l’inizio di una lombalgia o una cervicalgia. Le avversità nell’infanzia aumentano significativamente il rischio di sviluppare un dolore cronico diffuso a metà della vita. Il dolore cronico diffuso è un indicatore di sensibilizzazione centrale. I pazienti con storie di trauma tendono ad avere soglie di dolore più basse. Le soglie del dolore più basse sono un’altra caratteristica della sensibilizzazione centrale.
Il comune denominatore tra dolore cronico e trauma è quindi il sistema nervoso. Il trauma può rendere il sistema nervoso costantemente reattivo. Una volta che si verifica una lesione o una malattia dolorosa acuta, le persone con un sistema nervoso già reattivo sono più inclini a sviluppare dolore cronico.
Certamente, una storia di trauma non è per forza necessaria per sviluppare un dolore cronico. Molte persone senza una storia di trauma pregresso possono anche sviluppare dolore cronico. Ci sono probabilmente più motivi per lo sviluppo della sensibilizzazione centrale. Tuttavia, una storia di traumi e la conseguente ansia che ne deriva sono probabilmente uno di questi motivi.

Trattamento per il dolore cronico e dei traumi

I programmi di riabilitazione del dolore cronico sono l’unica forma di gestione del dolore cronico che si concentra anche sui fattori psicologici che possono complicare il dolore cronico stesso. Tali programmi si concentrano abitualmente sull’aiutare i pazienti ad acquisire le capacità di autogestire il dolore e tornare al lavoro. Tuttavia, si concentrano anche sul trattamento dell’ansia, della depressione, dei problemi del sonno e, cosa più importante, dell’ansia legata al trauma.